Fondi, superare anomalie per favorire riassetto Sgr-Assogestioni

martedì 20 maggio 2008 17:30
 

MILANO, 20 maggio (Reuters) - Superare le anomalie fiscali e regolamentari che caratterizzano l'industria del risparmio gestito italiano per favorire i riassetti proprietari delle Sgr, spingere il settore verso il consolidamento e articolare i rapporti fra produzione e distribuzione.

Sono i suggerimenti del presidente di Assogestioni, Marcello Messori, contenuti in un working paper dal titolo "Strutture proprietarie, piattaforme distributive e governance delle Sgr", pubblicato sul sito dell'associazione.

Nel documento, Messori ripercorre le tappe più recenti del dibattito sulla crisi del risparmio gestito, partendo dalle "Considerazioni finali" del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, illustrate il 31 maggio 2007.

Secondo Messori, la tendenza delle banche a distribuire "prodotti finanziari più opachi e con maggior rischio di liquidità", come obbligazioni strutturate e prodotti assicurativi con contenuti finanziari, è conseguenza della "mancanza di un campo di gioco livellato" per via di "asimmetrie fiscali" e di "asimmetrie di regolamentazione in materia di trasparenza e tutela dei risparmiatori".

D'altro canto, "Assogestioni non sottovaluta i problemi indotti dalle scelte distorsive delle reti distributive, troppo condizionate dalla ricerca di profittabilità di breve termine, e dalle carenze di innovazione nei prodotti del risparmio gestito, troppo schiacciati su portafogli obbligazionari anche in periodi di bassi tassi reali dell'interesse".

Messori, dunque, riconosce che "il controllo proprietario, esercitato dai gruppi bancari e - in subordine - assicurativi su larga parte delle Sgr (oltre il 90% come quota nel mercato italiano), e lo schiacciante predominio dei canali bancari per la distribuzione" hanno "due conseguenze: i prodotti del risparmio gestito sono posti in alternativa con altri strumenti finanziari più opachi nell'ambito dello stesso canale distributivo; tale alternativa non si traduce in una positiva concorrenza, ma genera un potenziale conflitto di interesse".

Ma, si legge nel working paper, "le asimmetrie fiscali e regolamentari non incentivano le reti distributive a collocare prodotti del risparmio gestito; e la prevalenza di una prospettiva di breve termine, imposta dal rilievo assunto per gli intermediari finanziari dai risultati trimestrali, rende particolarmente apprezzati i ricavi up front".

Pertanto, si chiede Messori, è indispensabile separare le Sgr dalle banche e svincolare la produzione dalla distribuzione? Non necessariamente, si risponde: meglio ricorrere a "molteplici combinazioni fra strutture proprietarie e forme distributive" e "modalità diverse di rapporto fra produzione e distribuzione".

In conclusione, il numero uno di Assogestioni sostiene che "c'è ancora ampio spazio per lo sfruttamento di economie di scala e dei vantaggi della specializzazione", dato che le Sgr italiane "non hanno ancora raggiunto una dimensione europea".

Messori, infine, suggerisce due forme di intervento: superare le distorsioni normative e regolamentari, incentivare il settore alla produzione e distribuzione di strumenti finanziari innovativi che siano semplici e a basso costo.