January 19, 2008 / 12:40 PM / 10 years ago

PUNTO 1- Fondi comuni, risposta a crisi sinora deludente -Draghi

4 IN. DI LETTURA

(aggiunge dettagli, contesto)

BARI, 19 gennaio (Reuters) - La risposta dei fondi comuni italiani ai richiami di Bankitalia per affrontare i nodi strutturali della loro crisi è stata sinora deludente.

Ad affermarlo è il governatore della banca centrale, Mario Draghi, nel corso del suo intervento al quattordicesimo convegno Aiaf, Assiom, Atic Forex in cui dedica ampio spazio alle difficoltà del settore.

"Le società di gestione e i rispettivi gruppi di appartenenza devono riconsiderare il proprio posizionamento strategico", dice Draghi.

"La Banca d'Italia ha richiamato più volte l'industria del risparmio gestito alla necessità di affrontare questi nodi strutturali", indicando tra le azioni da compiere "l'apertura delle reti distributive", e "l'indipendenza, dove opportuno anche con una separazione societaria" delle sgr dai gruppi bancari.

"La risposta è stata finora deludente", ammonisce Draghi.

QUOTA MERCATO FONDI ITALIANI IN EUROPA A 5% E SCENDE ANCORA

Di fronte a una deriva che a fine 2007 ha portato il patrimonio del risparmio gestito, 350 miliardi di euro, ad essere inferiore di un quarto a quello di inizio decennio, Bankitalia, annuncia Draghi, promuoverà un gruppo di lavoro che esamini le innovazioni normative e regolamentari per il rilancio dell'industria del risparmio gestito.

"La crisi è strutturale. Il ridimensionamento di questo settore è un caso unico tra i principali paesi europei. La quota di mercato in Europa dei fondi armonizzati di diritto italiano, nel 2000 pari al 12 per cento e terza per ordine di grandezza, è oggi scesa al 5% e continua a ridursi rapidamente", osserva il governatore.

Il settore soffre non solo per le sue colpe ma anche per gli svantaggi fiscali che lo penalizzano rispetto all'estero, fa notare il governatore. Il progetto di armonizzazione fiscale sui redditi da capitale, aggiunge, può essere l'occasione per un intervento.

Il governo intende riordinare il prelievo fiscale sui redditi da capitale, portando le diverse aliquote a un livello unico del 20%. Per i fondi si pensa anche di armonizzare i regimi amministrato e gestito per consentire una più ampia deducibilità delle minusvalenze.

Draghi indica anche possibili modelli di sviluppo per l'industria dei fondi.

"Non vi è un solo modello possibile. Alcuni gruppi possono concentrarsi sulla commercializzazione di prodotti altrui e sulla consulenza. Altri possono puntare allo sviluppo delle proprie capacità di offrire servizi di gestione".

Sul tema del riassetto dell'asset management, chiesto da Draghi al settore, è intervenuto Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa San Paolo (ISP.MI) dicendo che non è esclusa al momento l'ipotesi di separazione tra le attività di asset management e di banca nel suo gruppo.

"Assolutamente no", ha risposto Salza che poi ha ribadito la validità del progetto di quotazione di Banca Fideuram.

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