Fondi comuni, risposta a crisi sinora deludente -Draghi

sabato 19 gennaio 2008 13:51
 

BARI (Reuters) - La risposta dei fondi comuni italiani ai richiami di Bankitalia per affrontare i nodi strutturali della loro crisi è stata sinora deludente.

Ad affermarlo è il governatore della banca centrale, Mario Draghi, nel corso del suo intervento al quattordicesimo convegno Aiaf, Assiom, Atic Forex in cui dedica ampio spazio alle difficoltà del settore.

"Le società di gestione e i rispettivi gruppi di appartenenza devono riconsiderare il proprio posizionamento strategico", dice Draghi.

"La Banca d'Italia ha richiamato più volte l'industria del risparmio gestito alla necessità di affrontare questi nodi strutturali", indicando tra le azioni da compiere "l'apertura delle reti distributive", e "l'indipendenza, dove opportuno anche con una separazione societaria" delle sgr dai gruppi bancari.

"La risposta è stata finora deludente", ammonisce Draghi.

QUOTA MERCATO FONDI ITALIANI IN EUROPA A 5% E SCENDE ANCORA

Di fronte a una deriva che a fine 2007 ha portato il patrimonio del risparmio gestito, 350 miliardi di euro, ad essere inferiore di un quarto a quello di inizio decennio, Bankitalia, annuncia Draghi, promuoverà un gruppo di lavoro che esamini le innovazioni normative e regolamentari per il rilancio dell'industria del risparmio gestito.

"La crisi è strutturale. Il ridimensionamento di questo settore è un caso unico tra i principali paesi europei. La quota di mercato in Europa dei fondi armonizzati di diritto italiano, nel 2000 pari al 12 per cento e terza per ordine di grandezza, è oggi scesa al 5% e continua a ridursi rapidamente", osserva il governatore.

Il settore soffre non solo per le sue colpe ma anche per gli svantaggi fiscali che lo penalizzano rispetto all'estero, fa notare il governatore. Il progetto di armonizzazione fiscale sui redditi da capitale, aggiunge, può essere l'occasione per un intervento.   Continua...