Outlook, Bnp non vede recessione globale, positiva su Asia

giovedì 17 gennaio 2008 17:04
 

MILANO, 17 gennaio (Reuters) - Bnp Paribas non si attende una recessione globale nel 2008, ma un rallentamento, e resta complessivamente positiva sull'Asia, sebbene raccomandi di sottopesare Cina e India.

Sono le indicazioni fornite da Chan Kok Peng, chief economist della regione asiatica di Bnp Paribas, nel corso di un incontro con la comunità finanziaria.

"C'è un rischio elevato di recessione negli Usa", ha argomentato l'economista, aggiungendo, però, di non ritenere che sarà una recessione profonda e prolungata, bensì una parentesi che sarà seguita da un rimbalzo. A supporto di questa tesi, Chan Kok Peng ha illustrato una serie di grafici, contenuti in un'analisi dal titolo "Outlook for 2008: volatility vs liquidity", soffermandosi sugli andamenti delle curve dei rendimenti dei bond Usa, giapponesi ed europei, sostenendo cha attualmente non ci sono le condizioni che in passato hanno caratterizzato i periodi di recessione globale.

L'economista di Bnp, inoltre, ha sottolineato che "la liquidità in Asia non manca, come testimoniano gli investimenti dei fondi sovrani nelle banche Usa". Inoltre, Chan Kok Peng prevede che "le banche centrali asiatiche non alzeranno in modo aggressivo i tassi".

In Cina, in particolare, "i consumi sono bassi e l'inflazione 'core' è sotto controllo", pertanto la banca centrale di Pechino non procederà "a una stretta aggressiva", come testimoniato dalle molte Ipo che sono in cantiere. "Le società non si quoterebbero se si aspettassero una stretta del costo del denaro molto forte", ha spiegato l'economista.

D'altro canto, Bnp Paribas nota che le Ipo in Cina e in tutta l'Asia stanno diventando più difficili da collocare: quest'anno, la banca d'affari francese dovrebbe accompagnare una quindicina di gruppi al mercato di Hong Kong. Ma le valutazioni sono calanti e non è escluso che si possa assistere a passi indietro.

Anche per questi motivi, l'asset allocation di Bnp Paribas per il 2008 attribuisce raccomandazione "underweight" alla Cina, così come a Taiwan e India, quest'ultima soprattutto perché le valutazioni sono elevate. Rating "overweight", invece, per Corea, Hong Kong, Singapore, Malaysia, Indonesia, Thailandia e Filippine.

Da ultimo, Chan Kok Peng ha affermato che l'economia asiatica, a partire dalla Cina, continua a essere dipendente da Usa ed Europa, negando l'esistenza di un decoupling. Di conseguenza, le frenate del Pil Usa, che Bnp vede a +1,5% nel 2008 e a +1,9% nel 2009, e di quello della zona euro (+1,5% quest'anno e +1,8% nel 2009) avranno un impatto sulla crescita a livello mondiale, che la banca d'affari vede al 4,4% nel 2008 e al 4,5% l'anno prossimo.