Parmalat,investitori chiederanno 50 mln danni a banche, revisori

martedì 17 giugno 2008 17:39
 

MILANO (Reuters) - Il gruppo di investitori che si prepara a promuovere una causa di risarcimento in Italia nei confronti delle società di revisione e delle banche nell'ambito del crack Parmalat intende chiedere oltre 50 milioni di euro di danni.

Lo dice Vincenzo Somma, responsabile studi legali e economici di Altroconsumo, l'associazione che insieme a Deminor segue il caso.

Il procedimento sarà probabilmente intentato presso il Tribunale di Milano entro la fine del mese, prosegue Somma. Ieri Altroconsumo ha annunciato che il termine per entrare a far parte del gruppo di investitori è il 31 luglio.

Altroconsumo segue i piccoli risparmiatori, mentre Deminor gli investitori istituzionali.

Gli investitori, raggruppati in circa 4.000 dossier, complessivamente detenevano meno del 5% del capitale della vecchia Parmalat, spiega Somma. La maggioranza è italiana ma si aggiungeranno anche investitori istituzionali europei con sede fuori dall'Italia.

In una nota diffusa ieri Altroconsumo e Deminor sottolineano che l'unica possibilità per gli investitori europei di ottenere il ristoro delle perdite subite nei confronti delle banche e dei revisori è quella di intraprendere le azioni giudiziarie in Europa. Deminor ha perciò suggerito ai propri clienti di avviare una causa di risarcimento danni in Italia nei confronti di Deloitte Touche, Grant Thornton, Citibank, Bank of America, Ubs, Nextra (oggi Eurizon), Morgan Stanley e Deutsche Bank.

In risposta alla notizia, Citigroup nega ogni illecito. "Citi è stata la maggiore vittima della frode Parmalat", sostiene la banca in una breve nota.

Anche Bank of America dichiara di non aver commesso illeciti. "Credevamo di trattare con una società onesta e redditizia. Non avevamo alcuna conoscenza della frode Parmalat", afferma un portavoce della banca.

Grant Thornton non ha voluto commentare, mentre non è stato al momento possibile raggiungere Deloitte.

 
<p>Un manifestante contro la Parmalat REUTERS/Daniele La Monaca</p>