PORTAFOGLI-Hedge Invest in borse laterali punta Usa,convertibili

mercoledì 2 aprile 2008 11:36
 

MILANO, 2 aprile (Reuters) - Il peggio è alle spalle. Di qui a fine anno le borse non faranno faville, ma proseguiranno laterali, offrendo terreno fertile alle strategie azionarie long/short a Wall Street e agli arbitraggi sulle obbligazioni convertibili.

Elisabetta Manuli, vicepresidente di Hedge Invest sgr, è negativa sulla Cina, aspetta che la Banca Centrale Europea tagli i tassi per tornare positiva sulle borse di Eurolandia e scommette che il rafforzamento dello yen aiuterà le small cap giapponesi.

"La volatilità rimarrà alta rispetto agli ultimi quattro anni ma sarà inferiore ai livelli del primo trimestre e soprattutto - spiega - tornerà ad essere guidata dai fondamentali delle società" dopo le liquidazioni irrazionali innescate dalla crisi di liquidità sui mercati.

Il contesto macro e del credito resta ancora difficile, anche per l'impennata dei prezzi nei paesi emergenti, ma l'attivismo inedito della Federal Reserve e gli interventi in cantiere del governo americano danno fiducia.

"Quando il Congresso uscirà con un piano di aiuto per il mercato immobiliare americano allorà si sarà toccato il fondo e inizierà la risalita", prevede Manuli, che gestisce quattro dei dieci fondi di fondi hedge di Hedge Invest sgr.

Nel frattempo la frenata globale dovrebbe calmierare i prezzi delle materie prime, riportando il petrolio in area 85 dollari, e dare slancio al dollaro.

"Ci aspettiamo una discesa delle commodity, arrivate secondo noi a livelli esagerati anche perchè il rialzo è stato guidato soprattutto dai flussi alla ricerca del porto sicuro", commenta la fund manager. Il "decoupling" non è un tema in casa HedgeInvest, che al 31 marzo gestiva 1,15 miliardi di euro: sui mercati emergenti, infatti, si è iniziato a disinvestire dalla fine dell'anno scorso. La visione è particolarmente negativa sulla Cina, dove le autorità monetarie sono costrette ad una politica molto restrittiva per rispondere "a un'inflazione doppia (8,7%) rispetto all'obiettivo (4,8%)".

Contestualmente, secondo Manuli, la crescita inizia a risentire della recessione "già in atto" negli Stati Uniti e le valutazioni sono molto tirate.

"L'unica bolla che veramente c'è, oltre che sul mercato del credito, è la bolla sul mercato azionario cinese", dice.   Continua...