S&P: private equity più rischioso, metà società manca attese mol

mercoledì 13 febbraio 2008 12:22
 

MILANO (Reuters) - Il settore del private equity in Europa delude Standard & Poor's, che consiglia agli investitori di fare più attenzione alle transazioni effettuate dai fondi di questo tipo.

L'agenzia di rating internazionale, infatti, analizzando un campione di 36 operazioni di buyout a leva compiute da fondi di private equity nei settori chimico, industriale, editoriale e 'retail', ha osservato che il 53% delle società non ha centrato le previsioni sul margine operativo lordo, mentre solo il 47% è riuscito a batterle.

Per quanto riguarda il livello di indebitamento, S&P scrive che il 50% lo sta abbassando più velocemente del previsto, mentre il 50% si è ritrovato a contabilizzarne più di quanto preventivato.

Dalla ricerca, dunque, emerge che "il mercato dei prestiti a leva finanziaria è entrato in una fase caratterizzata da un rischio di default più elevato e da una crescita economica più lenta, per cui sarà importante che gli investitori prestino attenzione alle performance delle acquisizioni effettuate con la leva (leveraged buyout)".

Esaminando a quanto ammonta il distacco tra il margine operativo e le previsioni, Standard ha ammesso che si tratta di uno scarto medio del 5% e, dunque, "molto vicino all'obiettivo".

Secondo Taron Wade, research analyst di S&P's, comunque, "l'esuberanza che ha caratterizzato il mercato dei prestiti a leva negli ultimi anni non vuol dire che tutte le transazioni vadano bene".

Tre quarti delle operazioni prese in esame erano concentrate in Francia, Germania e Gran Bretagna. Il resto ha riguardato Danimarca, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Spagna.