Fsf, Draghi: prima risposta settore privato positiva

domenica 13 aprile 2008 09:44
 

WASHINGTON (Reuters) - La prima reazione del settore privato alle raccomandazioni emesse dal Financial stability forum guidato da Mario Draghi è stata positiva. Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia nella conferenza stampa di ieri sera sul documento finale presentato al G7 venerdì.

"Dal settore privato è arrivata una reazione positiva, di sostegno" ha detto Draghi, pur sottolineando che il rapporto, oltre 70 pagine di raccomandazioni di carattere tecnico e regolamentare accompagnate da scadenze, è stato reso noto al pubblico solo venerdì in serata.

Dopo il G7, i leader finanziari hanno avuto la possibilità di un confronto di opinioni con i numero uno di alcuni dei principali gruppi finanziari mondiali: Deutsche Bank, Citigroup, Barclays, Credit Suisse, Blackrock, Lehman Bros, Morgan Stanley, Mizuho Corporate Bank, Tiaa-Cref e Scotia Bank.

"Se dobbiamo trovare una linea guida del report è la diagnosi che indica come, grazie a incentivi perversi, il sistema finanziario ha portato a un leverage eccessivo... la parte responsabile del settore privato è d'accordo con noi" su questa diagnosi, ha detto ancora Draghi.

"Il settore privato ha capito la situazione e la sua gravità" ha chiosato Nout Wellink, governatore della Banca d'Olanda e presidente del Comitato di Basilea II, tra gli estensori del rapporto.

Sottolineando che il lavoro del Forum punta a raggiungere obiettivi di medio termine, ma non è in grado di evitare nel breve termine altri scossoni al sistema finanziario, Draghi ha notato che la crisi ha sollecitato una risposta anche dal settore privato, oltre che dai singoli governi. Queste due linee di azione dovrebbero portare sollievo nel breve termine.

"Il rapporto indica risposte nel medio termine, nel frattempo il settore privato si è mosso... sono segnali confortanti" ha detto il governatore.

SU SALVATAGGI BANCHE SOLO DISCUSSIONE, NO RACCOMANDAZIONI

Il paper finale del Forum indica raccomandazioni che vanno da un rafforzamento dei requisiti prudenziali per il capitale delle banche, alla riforma del settore delle agenzie di rating, occupandosi anche di un miglioramento degli interventi di emergenza degli istituti centrali e della creazione di team di esperti che sorveglino gli istituti finanziari internazionali.   Continua...