Fondi sovrani, Ocse: Occidente non discrimini investimenti

sabato 12 aprile 2008 18:13
 

WASHINGTON (Reuters) - I paesi sovrani che vedono flussi di investimento in entrata da parte dei cosiddetti fondi sovrani, organismi pubblici, non dovrebbero discriminarli o permettere che timori e sfiducia diano origine a protezionismo.

Lo dice l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in riferimento a fondi in rapida espansione, che hanno già in portafoglio oltre 2.000 miliardi di dollari e suscitano ansia e nervosismo in molti paesi occidentali, timorosi che la politica di investimento sia influenzata da decisioni politiche piuttosto che obiettivi finanziari.

In un rapporto dedicato ai fondi sovrani e alle politiche dei paesi oggetto di investimento l'organizzazione con sede a Parigi scrive che i Paesi membri concordano sulla necessità di essere guidati da principi di non discriminazione e garantire regole chiare e prevedibili sugli investimenti esteri.

"Come spesso accade, quando un nuovo attore compare sulla scena finanziaria internazionale gli altri devono imparare a conoscerlo meglio" si legge nel documento Ocse per l'International Monetary and Financial Committee (Imfc), comitato strategico del Fondo.

"Il ruolo crescente dei fondi sovrani solleva il problema del buon funzionamento dei mercati finanziari e quesiti sulla politica di investimento, tra cui le legittime preoccupazioni dei paesi verso cui i flussi di investimento sono diretti" dice il rapporto.

Il Gruppo dei Sette paesi più industrializzati a chiesto a Ocse e Fmi di studiare il tema dei fondi sovrani e mettere a punto una lista di 'best practices' per guidare gli investimenti. Il testo finale Ocse sarà pronto la primavera prossima.

"La cornice che ne uscirà alimenterà una situazione favorevole a entrambe le parti, in cui i fondi sovrani godranno di un equo trattamento sui mercati e i paesi oggetto di investimento resisteranno con fiducia alle pressioni di protezionismo" scrive l?ocse.

Concentrati in particolare nei principali paesi produttori di greggio e tra gli esportatori asiatici come la Cina, tali fondi hanno destato l'attenzione particolare degli osservatori internazionali alla luce dei massicci investimenti in occidente. Negli ultimi mesi hanno inoltre immesso miliardi di dollari in istituti di credito i cui bilanci hanno subito pesanti perdite legate alla crisi dei 'subprime' Usa.

Alcuni dei fondi sovrani hanno lamentato discriminazioni da parte dei paesi occidentali, parlando di restrizioni in materia di investimento che corrispondono a misure protezionistiche.

Il dipartimento al Tesoro Usa ha di recente siglato un'intesa con fondi sovrani di Singapore e Abu Dhabi che si augura possa divenire un modello per le linee guida sui fondi in arrivo dal Fondo monetario internazionale.

 
<p>Una immagine della sala conferenze prima del meeting dell'International Monetary and Financial Committee (IMFC) a Washington. REUTERS/Yuri Gripas</p>