9 aprile 2008 / 14:51 / 9 anni fa

Asia,Emergenti,commodity per navigare in arduo 2008-Threadneedle

MILANO, 9 aprile (Reuters) - Il 2008 sarà un anno difficile per chi naviga sui mercati, ma lo spazio per scelte vincenti non mancherà: per esempio scommettendo sull‘Asia e sui mercati emergenti in generale o scegliendo le commodity che hanno ancora ampio upside.

Questa l‘opinione di Francis Ellison, specialista per gli investimenti azionari paneuropei del gestore Threadneedle, a Milano in occasione dell‘apertura dell‘ufficio italiano del gruppo che ha 92,2 miliardi di euro di AUM (a fine 2007).

Oltre a bilanci sani che consentono alle corporation degli emergenti di puntare all‘espansione, spiega il gestore, “nei paesi emergenti ci sono vaste sorgenti di liquidità domestica che difficilmente saranno danneggiate dalla crisi del credito” e insieme “una classe media che comprerà azioni e proprietà immobiliari”.

Ellison sottolinea il netto calo dei p/e dei finanziari, ma per quanto riguarda una strategia di raccolta di questi titoli sulle debolezze sottolinea la prudenza.

L‘anno in corso sarà di rallentamento economico e di utili in decelerazione, ammette il gestore, e il processo di risanamento sarà lungo e condizionato dalla capacità delle autorità di fornire liquidità e azzeccare la politica dei tassi.

Ma “i problemi di indebitamento non preoccupano fuori dal settore dei finanziari...ci sono grosse aree intatte... e le quotazioni di borsa sono a buon mercato”, allontanando la possibilità di paragoni con la Grande Depressione del 1929.

Threadneedle - che come sgr è decisamente orientata alla ricerca fondamentale e allo stock picking - conferma la sua strategia centrata sulle large cap difensive e sulla preferenza per i titoli growth anche per il 2008.

Numerosi fondi della casa londinese sono investiti anche in Italia, anche se Ellison non si dilunga in dettagli accennando tra i motivi al fatto che l‘esposizione limitata delle nostre società alla crescita dei paesi emergenti le rende meno interessanti di altre corporation.

Secondo dati a fine febbraio, per citare qualche esempio, l‘Italia risultava poco sopra l‘1% nel Threadneedle European Fund e all‘1,8% nel European Select Fund, al 5% nel portafoglio del fondo Threadneedle European Smaller Companies e all‘1,1% nel Pan European Fund, tutti prodotti azionari che vedono il peso delle società tricolori ampiamente sotto benchmark.

Meglio, con una Eni (ENI.MI) tra prime dieci quote, la presenza nel portafoglio del fondo paneuropeo Equity Dividend, dove il 9,2% italiano rappresenta un largo sovrappeso; oppure il 5,6% quasi a benckmark per l‘Italia nel fondo azionario a crescita Accelerando. Nei fondi obbligazionari, la sgr è investita in bond di Telecom Italia e Lottomatica.

L‘ufficio di Milano, che sarà guidato da Alessandro Aspesi, rientra in un ambizioso piano che non teme il profondo rosso dei del sistema fondi italiano e nel giro di tre anni dovrebbe portare Threadneedle nel gruppo delle prime dieci società di asset management estere.

Threadneedle Italia - che fa distribuire i suoi prodotti solo da terzi - si focalizzerà su gestori di Fondi di Fondi e Gpf, collocamenti presso la clientela privata attraverso accordi mirati con private bank, family office, banche, fondi pensione, tesorerie, fondazioni.

Sono già stati avviati colloqui con potenziali partner, “specialmente banche medio-grandi” mentre l‘autorizzazione per la vendita dei fondi a clientela privata italiana dovrebbe arrivare “entro aprile”, ha detto Aspesi.

Threadneedle fa capo al gruppo Ameriprise Financial (AMP.N).

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