Private equity, 2007 anno record per le dismissioni - studio

mercoledì 9 luglio 2008 12:22
 

MILANO, 9 luglio (Reuters) - Nonostante il credit crunch, il 2007 è stato un anno molto positivo per i fondi di private equity che hanno venduto le partecipazioni.

E' quanto emerge da uno studio di Ernst & Young relativo alle cento principali dismissioni dell'anno scorso.

Lo studio, dal titolo "How do private equity investors create valute? Beyond the credit crunch", evidenzia che l'enterprise value (EV) delle società detenute da fondi di private equity ha superato in maniera significativa quello dei gruppi quotati.

Nel 2007 il tasso medio annuo di crescita dell'EV del campione esaminato è stato del 24%, il doppio rispetto a quello delle società quotate.

I tassi di crescita dell'Ebitda hanno superato quelli delle controparti quotate di circa il 33%.

Alastair Robertson, head of transaction advisory services in Italia per Ernst & Young, ha sottolineato che anche il nostro Paese è rappresentato nel campione e "mostra rendimenti sicuramente interessanti, in linea con la media".

Simon Perry, global head private equity di Ernst & Young, ha aggiunto che "la nostra analisi demolisce il mito secondo il quale le principali ragioni alla base del successo dei fondi di private equity siano il taglio dei costi e il costo contenuto del debito".