Derivati, Italia maggior mercato Europa, 200 mld 2004-07 - Exane

martedì 8 luglio 2008 14:28
 

MILANO, 8 luglio (Reuters) - Con oltre 200 miliardi di euro investiti dal 2004 al 2007, l'Italia rappresenta il mercato europeo più attivo nell'emissione di prodotti strutturati e derivati. Lo riferisce Exane Derivatives, che ha tenuto stamane il primo 'Osservatorio Derivati' dedicato al mercato italiano con l'intento di un aggiornamento ogni quattro mesi.

L'Italia, con un valore complessivo del mercato dei derivati di 200 miliardi di euro, per 4.500 prodotti emessi nel periodo 2004-2007, rappresenta il mercato più attivo nell'emissione di prodotti derivati a livello europeo seguito da Germania, con 150 miliardi di euro, per 290.000 prodotti emessi (per via di minori tagli minimi).

Il valore del mercato dei derivati spagnolo è di 140 miliardi di euro, per 2.700 prodotti, quello francese 105 di miliardi, con 1.500 prodotti, quello belga di 100 miliardi di euro, con 2.500 prodotti emessi.

Negli ultimi anni questo mercato è riuscito ad attirare un crescente numero di investitori anche non istituzionai. Principali protagonisti sono state le banche che nel 2006 hanno emesso derivati per un valore complessivo di 18 miliardi di euro a fronte dei 29 miliardi complessivi, mentre le compagnie assicurative hanno emesso derivati per un valore complessivo pari a 11 miliardi di euro. Nel 2007 le banche hanno raggiunto una quota di emissioni di derivati pari a 32 miliardi di euro, mentre gli istituti assicurativi hanno visto calare il valore delle emissioni a 10 miliardi di euro.

Questa tendenza dovrebbe rafforzarsi ancora nel 2008. In particolare Exane Derivatives prevede un valore di emissioni da parte delle banche pari a 47 miliardi di euro, a fronte di emissioni per 4 miliardi di euro da parte delle assicuraizoni.

ECCESSIVA ESPOSIZIONE A COMPARTO OBBLIGAZIONARIO

Secondo i responsabili di Exane, gli investitori italiani sono troppo esposti al comparto obbligazionario. Le asset allocation delle società assicurative sono infatti concentrate sulle obbligazioni per ben l'89%, a fronte del 5% di azioni, il 3% di fondi d'investimento.

"In questo momento i risparmiatori italiani si trovano di fronte ad una quadratura del cerchio difficile da risolvere con un'allocazione del capitale basata su strumenti tradizionali che non sono più in grado di garantire una stabilità di rendimento soddisfacente sia nel breve che nel lungo periodo" dice Andrea Carniti, responsabile Exane Derivatives Italia.   Continua...