ASSET ALLOCATION ITALIA - Sondaggio Reuters Lipper luglio 2008

giovedì 31 luglio 2008 15:01
 

MILANO, 31 luglio (Reuters) - Prosegue il trend d'incremento della liquidità nei portafogli dei gestori italiani. A luglio, complice sempre l'incertezza macroeconomica, la percentuale di cash è salita mediamente oltre il 12%, livello mai visto da quando è partito il sondaggio Reuters Lipper nella forma attuale (nel 2005), mentre equity e bond sono in calo.

Oltre la metà dei primari gestori che hanno partecipato al sondaggio mensile sovrappesa la liquidità e ha una posizione underweight sull'obbligazionario. Da sottolineare l'incremento delle posizioni neutrali sull'azionario, sintomo della prudenza adottata rispetto alle borse.

La conferma di questo atteggiamento cauto emerge dal peso dell'azionario nel portafoglio, sceso nella media al 45,80% dal 46% del mese precedente. Leggera flessione per i bond, al 41,06% dal 41,6%. A spiccare è l'ulteriore incremento del cash, arrivato al 12,59% dall'11,5% di giugno. Per quanto riguarda l'azionario, Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole AM Sgr - partecipante al sondaggio - parla di atteggiamento neutrale. "Le pressioni esercitate dall'inflazione e dalle difficoltà dei finanziari" spiega "rendono le valutazioni interessanti ma nel breve crediamo impediscano un recupero delle borse".

Cautela sull'equity anche da parte di Credit Suisse. Gabriele Grecchi, portfolio manager della banca elvetica in Italia, sottolinea però che "nel medio-lungo termine i nostri analisti vedono del valore nelle azioni, che probabilmente verrà a galla fra il terzo e il quarto trimestre".

Guardando alla ripartizione geografica, sale il peso dell'azionario Usa e degli emergenti, mentre calano Eurozona e Giappone.

Bertoncini dice che l'asset allocation di Caam rispecchia la media del campione. "Preferiamo l'equity Usa e quello degli emergenti non asiatici", argomenta.

Gli Stati Uniti, spiega "sono favoriti dal dollaro debole, che aiuta l'export, dal pacchetto fiscale, che ha scongiurato la recessione nel secondo trimestre e dovrebbe sostenere i consumi anche nel terzo, dal taglio dei tassi della Fed e dalla natura più difensiva, in termini settoriali, di Wall Street".

Grecchi, invece, parla di impostazione negativa, nel breve, "sia sull'azionario dell'area euro, sia su quello Usa", perché "gli indicatori di sentiment non puntano a opportunità di acquisto".

In discesa il peso dell'obbligazionario della zona euro, mentre crescono leggermente le altre aree geografiche, con un aumento del sottopeso dei T-bond.   Continua...