February 5, 2008 / 6:44 PM / 9 years ago

PUNTO 1 - Fondi Italia, a gennaio deflussi per 19,3 mld euro

4 IN. DI LETTURA

(riscrive con dettagli da nota Assogestioni, commento manager Dexia AM)

MILANO, 5 febbraio (Reuters) - Il 2008 è cominciato malissimo per il sistema dei fondi comuni. A gennaio, infatti, secondo i dati preliminari di Assogestioni, si è registrata un'emorragia record di 19,3 miliardi di euro, contro -5,55 miliardi di dicembre.

I risparmiatori, complice la bufera che ha colpito i mercati finanziari, sono fuggiti dai fondi azionari, che hanno registrato un rosso di 9,67 miliardi (-1,39 miliardi a dicembre).

Male, ma non è una novità, gli obbligazionari, che hanno perso 6,28 miliardi (-2,94 miliardi il mese precedente), mentre tornano in positivo i fondi di liquidità (+886 milioni, da -12,9 milioni), confermando la natura di parcheggio in attesa di tempi migliori.

In pesante rosso i flessibili (-2,46 miliardi, da -722,1 milioni) e bilanciati (-1,8 miliardi, da -593,9 milioni), mentre scivolano in terreno negativo gli hedge, seppur di poco (-7,1 milioni, da +111,9 milioni di dicembre).

"Il dato sorprendente è che anche gli hedge abbiano conosciuto una raccolta negativa", commenta Renato Guerriero, responsabile di Dexia Asset Management in Italia.

Guerriero spiega l'autentico tracollo della raccolta dei fondi comuni - che ha portato il patrimonio a quota 538,4 miliardi di euro, con un'uscita di oltre 30 miliardi rispetto ai 570,2 miliardi di dicembre - con il fatto che "le banche non vendono più i fondi, perché si orientano su prodotti meno trasparenti e che rendono di più". Inoltre, spiega il numero uno di Dexia AM in Italia, "la Mifid ha disarticolato la struttura delle Gpf, così che i promotori si sono dovuti riorganizzare e la fase di transizione sta pesando".

Guardando al domicilio, i fondi italiani hanno perso 8,8 miliardi (-3,04 miliardi a dicembre), i roundtrip hanno segnato deflussi per 7,8 miliardi (-1,92 miliardi) e gli esteri hanno registrato un rosso di 2,73 miliardi (-591,4 milioni).

La raccolta negativa dei fondi esteri è una novità che Guerriero ritiene sia "strettamente correlata al declino delle Gpf, che sono le più grandi sottoscritici dei fondi esteri armonizzati".

D'altro canto, sottolinea il manager, sebbene abbiano registrato una raccolta negativa il mese scorso, i fondi esteri "non conoscono la situazione tragica degli italiani" perché godono di un regime fiscale più conveniente.

Secondo Guerriero, sul sistema dei fondi pesa anche la mentalità dell'investitore italiano, "ossessionato dal breve termine". Un'ossessione che, in questa fase di incertezza delle borse e di rendimenti scarsi delle obbligazioni, lo porta a preferire il parcheggio nei conti correnti, che "garantiscono remunerazioni attorno al 4%".

Il numero uno di Dexia AM, infine, valuta positivamente la separazione delle Sgr dalle banche, così come richiesto dal governatore di Bankitalia, Mario Draghi, ma avverte che "non è una soluzione che funziona necessariamente", portando gli esempi della Francia, dove "non ci sono molti operatori indipendenti, eppure il mercato tiene", e del Belgio, che vede il sistema dei fondi in crisi perché "le banche preferiscono dare rendimenti alti ai correntisti per garantirsi liquidità".

I dati definitivi verranno comunicati da Assogestioni domani.

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