Fondi Italia, Assogestioni: a marzo deflussi per 10,3 miliardi

venerdì 4 aprile 2008 13:57
 

MILANO (Reuters) - Marzo ancora in rosso per oltre 10 miliardi porta i deflussi del sistema dei fondi comuni in Italia a 36,76 miliardi, con i riscatti che colpiscono soprattutto obbligazionari e azionari risparmiando il cash.

Una débacle riconducibile, secondo Serena Torielli- responsabile commerciale dell'asset management di Banca Leonardo- "alla crisi del sistema del risparmio gestito italiano a cui si somma il contesto attuale dei mercati che induce ad una maggiore avversione al rischio".

L'emorragia del sistema coinvolge a marzo anche i fondi hedge, fino ad oggi territorio quasi esclusivo di sottoscrizioni.

Secondo i dati diffusi oggi da Assogestioni, questo mese i fondi che investono sulle borse hanno perso 3,27 miliardi (-2,46 miliardi a febbraio) e i prodotti in bond 4,55 miliardi (-3,51 miliardi il mese precedente). Confermato l'andamento in controtendenza della liquidità (+435,3 da +729,4 milioni a febbraio) mentre a marzo i fondi hedge vedono fuggire circa 190 milioni (la raccolta era in nero per +333,1 milioni a febbraio).

"Non poteva essere altrimenti, c'è un allarmismo diffuso sostenuto anche dai giornali. Adesso si teme anche per i fondi hedge, perchè usano la leva e sono prodotti poco trasparenti", commenta Davide Pasquali, vicepresidente di Pharus Management e presidente di Pharus Sicav.

Il saldo del primo trimestre, per i prodotti alternativi, resta ad oggi positivo per 370,5 milioni ma, per la Torielli, marzo segnala l'inizio di un fase di debolezza per i fondi hedge.

"Sugli hedge mi aspetto un primo semestre non facile tra le notizie di alcuni fallimenti, le performance basse, la costosità del prodotto e il fatto che oggi si premia la liquidità dei prodotti", spiega.

Guardando al domicilio, i fondi italiani hanno perso 7,78 miliardi (-4,3 miliardi a febbraio), i roundtrip circa 996 milioni (-2,38 miliardi) e gli esteri oltre 1,5 miliardi (-648,7 milioni).

"I fondi esteri risentono delle incertezze del futuro del GPF - per effetto anche della Mifid - e del passaggio dei clienti dei private banker e dei promotori dal regime del risparmio gestito a quello del risparmio amministrato", spiega la Torielli.   Continua...