4 luglio 2008 / 12:11 / 9 anni fa

PUNTO 2- Fondi italiani,rosso giugno 12,6 mld, 70 mld da gennaio

(Riscrive parzialmente e aggiunge commenti gestore)

MILANO, 4 luglio (Reuters) - Un altro mese da archiviare in profondo rosso per il sistema fondi in Italia, che chiude giugno con raccolta netta negativa di 12,6 miliardi (-8 miliardi a maggio) e vede calare il patrimonio in gestione a 515 miliardi.

La nota di consuntivo mensile preliminare di Assogestioni mostra un rapporto riscatti/nuove sottoscrizioni con segni meno per tutti i prodotti e gli addetti ai lavori nutrono poche illusioni che la situzione possa invertirsi a breve.

“Le turbolenze di mercato e alcune scadenze Mifid (ad esempio il termine per l‘obbligo di profilatura dei clienti) hanno dato un‘accelerata” commenta Paolo Martini, direttore marketing di Azimut (AZMT.MI) “ma anche senza queste aggravanti l‘80% del declino si sarebbe ugualmente verificato, per i motivi che ormai ci stiamo ripetendo da mesi”.

Il disamore delle banche che continuano a spingere su prodotti alternativi ai fondi e l‘inaffidabilità dei mercati sono da tempo una miscela esplosiva per il settore, che si è mangiato già 70 miliardi di asset da inizio anno e non sta risparmiando nè i prodotti più tradizionali nè le (ormai vecchie) new entry come i flessibili e gli hedge.

Azimut, tra le poche sgr indipendenti italiane, in giugno ha ancora chiuso con un piccolo afflusso, con non molti altri nuotatori controcorrente come Mediolanum MED.MI, Banca Generali (BGN.MI) e Bipiemme sgr PMII.MI.

Martini cita tra gli strumenti di tenuta un affinamento dell‘offerta: “i portafogli che offriamo sono tre, per gli investitori a breve un profilo tranquillo, per quelli a medio un mix e solo per gli investitori pluriennali raccomandiamo l‘azionario”.

Lo sforzo, dice il manager, “è aiutare il risparmiatore a tenere i nervi saldi, altrimenti vende quando deve comprare e viceversa”. E in un generale messaggio di cautela c’è spazio per una luce in prospettiva, specie nelle borse: “ora i livelli sono talmente bassi che in qualche momento, tra settembre e inizio 2009, potremmo ricominciare a essere acquirenti di azioni in modo importante”.

Una affermazione coraggiosa, a guardare la situazione che Assogestioni ha disegnato per giugno.

Infatti sono stati quasi 6 miliardi i deflussi per i fondi obbligazionari (oltre 193 miliardi di patrimonio), 2,3 miliardi i deflussi per i fondi azionari (107 miliardi di asset) e 2,6 miliardi di rosso per i fondi di liquidità (63 miliardi di asset). Stessa musica sui fondi flessibili (-690 milioni) e gli hedge (-449 milioni).

In assenza delle modifiche normativo-fiscali che la categoria chiede da sempre resta la certezza del quid peggiorativo dei fondi di diritto italiano - il 52,2% degli asset, rosso “abbondantemente superiore” a 8,8 miliardi - verso i fondi di diritto estero (sia di gruppi italiani che esteri) che limitano i deflussi a -3,8 miliardi.

I dati trimestrali del sistema a fine giugno saranno diffusi nella Mappa del risparmio gestito Assogestioni e includeranno i risultati di raccolta definitivi dei fondi di diritto estero.

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