PORTAFOGLI - Small cap,gestori diffidenti ma attenti a occasioni

martedì 1 aprile 2008 12:17
 

MILANO, 1 aprile (Reuters) - Preoccupati di mettersi al riparo dalla volatilità dei mercati, i gestori non si fanno tentare dalle piccole capitalizzazioni, meno liquide e più esposte all'altalena dei listini.

E' quanto emerge dal consueto sondaggio mensile Reuters Lipper condotto fra 9 gestori in Italia. Ma non manca chi, come Zenit sgr, proprio perchè la bufera delle borse ha assottigliato le valutazioni, conta di raccogliere i frutti nel medio periodo.

"Continuiamo a preferire le large cap perchè ci aspettiamo che nei prossimi sei mesi l'accesso al credito sarà ancora difficile, un fattore che penalizza soprattutto le piccole capitalizzazioni", spiega Nicola Trivelli, direttore generale e direttore investimenti di Sella Gestioni.

Ma small e medium cap non vengono messe al bando tout court.

"Selettivamente le guardiamo perchè alcune presentano adesso valutazioni molto interessanti", ammette Trivelli.

Fra le large cap la preferenza della casa di investimento va soprattutto ai gruppi molto diversificati e con leva contenuta. E' il caso di General Electric (GE.N: Quotazione) e di altri player americani che generano una porzione significativa del proprio fatturato all'estero.

"Gruppi come GE, con queste caratteristiche, escono sempre più forti dalle fasi di crisi", sottolinea Trivelli che si aspetta non un rimbalzo veloce dell'economia americana ma un'uscita graduale dalla recessione.

Marco Bonifacio di Zenit sgr gioca la sua scommessa guardando proprio ai prezzi, con una predilezione per le "piccole" tricolori, in attesa che torni la liquidità sul mercato.

"L'impressione è che molti titoli siano sottovalutati e quindi ci sono da fare degli ottimi affari nel medio-lungo periodo una volta che si ristabilisca una situazione di liquidità più equilibrata sul mercato", sottolinea il gestore.