PORTAFOGLI - Borse,non toccato fondo,no rally autunnale -gestori

giovedì 31 luglio 2008 13:36
 

MILANO, 31 luglio (Reuters) - Il rally d'autunno dei mercati azionari non ci sarà, anche se nei prossimi mesi potrebbero acquisire progressivamente forza dinamiche positive per il rilancio dell'equity.

E' l'opinione espressa dalla maggioranza del campione di primari gestori attivi in Italia interpellati da Reuters-Lipper in occasione del sondaggio mensile sulle scelte di asset allocation.

Oltre il 77% delle risposte è stato "no" alla domanda se le scelte di investimento effettuate in questa fase sono ispirate alla speranza di un rally autunnale, segnale concreto di raggiungimento di un bottom. Una risposta è stata affermativa, un'altra non ha scelto.

L'idea che la caduta delle borse sia giunta al termine, in effetti, comincia a farsi timidamente strada nella mente di alcuni gestori.

In un report dedicato agli azionari europei, Schroders - che non fa parte del panel italiano - pur sottolineando: "non possiamo garantire di aver toccato il fondo", parla di avvio "della caccia alle offerte", perché "ci sono molte società che trattano a multipli da Depressione".

Anche i gestori di Banca Sella cominciano a vedere una luce, per quanto tenue, in fondo al tunnel. "Riteniamo che per i prossimi tre mesi il mercato sarà piuttosto volatile", fanno sapere. "Tuttavia, valutazioni interessanti, soprattutto in Europa, potrebbero portare entro la fine dell'anno a fasi di costruzione del portafoglio e, quindi, ad andamenti positivi del mercato".

Un po' più cauto Sergio Bertoncini, strategist di Credit Agricole AM Sgr. "Credo che abbiamo visto il peggio della crisi finanziaria", puntualizza. "Lo si vede dallo spread dei corporate bond, soprattutto finanziari, che nell'ultima fase di correzione non si sono allargati, tornando ai massimi di marzo, prima del salvataggio di Bear Stearns".

Secondo Bertoncini, "questo significa che la percezione del rischio sistemico è più contenuta rispetto ai picchi di marzo".

D'altro canto, lo strategist di Caam ritiene che "il problema si stia spostando dalla parte finanziaria a quella reale, quindi alla macroeconomia e alle società non finanziarie".   Continua...