3 dicembre 2009 / 14:44 / 8 anni fa

Private equity, investitori sempre più sfiduciati - sondaggio

LONDRA, 3 dicembre (Reuters) - Gli investitori nei fondi di private equity hanno perso fiducia negli specialisti dei buyout.

Secondo quanto emerge da un sondaggio di Coller Capital (Global Private Equity Barometer), il maggiore operatore mondiale nel mercato secondario delle quote di fondi di private equity, gli investitori sono orientati a non rinnovare gli impegni nei fondi che non sono trasparenti nella comunicazione delle performance o che si rifiutano di rivedere le commissioni.

Il sondaggio di Coller evidenzia che circa il 50% degli investitori in Europa e nell‘area Asia-Pacifico vede l‘asset class meno favorevolmente di quanto non fosse prima della crisi economico-finanziaria.

“L‘onere per le società di private equity è essere quanto più possibile aperte con gli investitori, fornire una fotografia dettagliata di quello che sta accadendo all‘interno dei portafogli”, spiega Jeremy Coller a Reuters. “Questa è la strada per ricostruire la fiducia”.

Circa il 79% degli investitori è orientato a rifiutare la sottoscrizione di nuovi fondi gestiti da manager che in precedenza godevano della loro fiducia perché sono insoddisfatti dall‘ammontare delle fees e da altri termini e condizioni, mentre il 76% del campione è intenzionato a non sottoscrivere nuovi fondi a causa della scarsa trasparenza dei gestori.

L‘85% degli investitori interpellati da Coller considera le performance insufficienti come il fattore chiave che influenza le politiche di investimento.

In effetti, i rendimenti sono visti in contrazione: la percentuale di investitori che prevede ritorni superiori al 16% nell‘arco dei prossimi 3-5 anni è caduta al 29% dal 43% di un anno fa.

“Gli investitori attualmente vedono molte più ragioni per rifiutarsi di investire nei fondi di private equity”, argomenta Coller.

Circa l‘80% degli investitori dell‘area Asia-Pacifico e il 60% degli europei si dice insoddisfatto delle performance dei portafogli di private equity, mentre il 60% degli investitori nord-americani è contento.

Gli istituzionali che intendono continuare a puntare sul private equity come asset class d‘investimento, in ogni caso dichiarano la volontà di modificare le politiche di gestione: circa la metà del campione preannuncia due diligence più severe e circa il 40% intende rafforzare i team interni che seguono questi investimenti.

Circa il 75% del campione, infine, si attende un incremento significativo delle richieste di capitali nel 2010, conseguenza della ripresa delle operazioni.

E’ evidente che, alla luce della crescente insofferenza degli investitori nei confronti dei manager di private equity, le richieste di tenere fede agli impegni assunti con la sottoscrizione dei fondi potrebbero acuire i contrasti e far esplodere il mercato secondario delle quote.

((Redazione Milano, Reuters messaging: massimo.gaia.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129709, milan.newsroom@news.reuters.com))

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