3 dicembre 2009 / 17:50 / 8 anni fa

Fondi, consolidamento industria non garantisce calo fee - Lipper

MILANO, 3 dicembre (Reuters) - Nel magico mondo dei fondi, pagare più commissioni non vuol dire quasi mai avere più performance. E neppure si può essere certi che il rinnovamento delle regole sui fondi con passaporto europeo Ucits 4, ormai all‘orizzonte, garantirà una razionalizzazione del settore di cui potrà beneficiare la clientela in termini di calo dei prezzi.

Queste alcune delle considerazioni contenute in un‘analisi presentata oggi dalla società di ricerca Lipper (controllata da Thomson Reuters) e intitolata “Fee-fi-fo-fum” con un gioco di parole che richiama la filastrocca della fiaba “Giacomino e il fagiolo magico”.

SI PAGA DI PIù PER AVERE DI PIU’?

Per verificare se il livello delle commissioni sia commisurato alle performance Lipper ha esaminato un universo di 33 fondi a ombrello cross-border con 280 miliardi di patrimonio gestito e oltre 1.200 prodotti individuali. La sintesi del risultato è che “c’è una variazione molto piccola tra le commissioni caricate sui fondi azionari nella gran parte della gamma di prodotti”.

In cifre, i rapporti tra variazione delle performance e variazione delle commissioni, calcolati con la deviazione standard, dicono che in Europa le management fees hanno un movimento di 19 punti base, che addirittura si restringe ulteriormente sotto 15 pb nell‘86% dei gruppi individuali e a 9 pb nella media gruppo per gruppo (ancora più sottili le variazioni nel mondo dei fondi GB).

Non stupisce che in questo contesto si sia sviluppata con grande successo l‘offerta di ETF o altri tipi di fondi “replicanti” anche se, nota Lipper, su questi prodotti in Europa restano problemi di distribuzione al dettaglio.

Da parte loro, poi, almeno alcune delle case di gestione stanno cercando di approfittare di questo trend favorevole agli ETF, impacchettandoli in prodotti di nuova concezione che offrono al cliente profili diversi di rischio e al gestore la possibilità di chiedere una commissione per lo sforzo di asset allocation incorporato.

DIRETTIVA UCITS 4 PORTERA’ CONSOLIDAMENTO SETTORE

Anche l‘arrivo all‘orizzonte della nuova direttiva comunitaria Ucits IV e il dibattito sui fondi passivi e il loro ruolo fa sperare alcuni in sviluppi del settore che porteranno al calo delle commissioni.

In particolare, si prevede che la razionalizzazione dell‘industria si porterà dietro un aumento della dimensione media dei fondi e delle economie di scala, tradizionali vettori di un calo dei costi (in questo caso espressi dai Total Expense Ratio).

Uno scenario di significative fusioni dei prodotti di gestione domestici nelle realtà cross-border, calcola l‘analisi di Lipper, farebbe scendere del 25% circa il numero di fondi dell‘universo europeo, dato che equivarrebbe a 6.500 prodotti singoli e che si può confrontare con i meno di 1.500 fondi falcidiati - con chiusure o attraverso fusioni - in quest‘anno di crisi.

Ma anche se fondi più grandi tendono ad avere costi più bassi, l‘esperienza del passato pare mostrare che al crescere di dimensione del fondo le spese a carico dell‘investitore non cadono in maniera continuativa. Inoltre e soprattutto, poi, le commissioni di gestione tendono a essere indifferenti alla dimensione dei fondi.

La fotografia della situazione reale in Europa, secondo Lipper, mostra che oggi il 65% dei prodotti ha meno di 50 milioni di euro in gestione (il 45% è sotto 20 milioni): ma nello stesso tempo in termini di asset il settore è già concentrato, dato che il 60% del patrimonio gestito si trova in fondi sopra i 500 milioni di euro, con un altro 20% in fondi sopra i 200 milioni.

Questo vuol dire che l‘80% degli asset sono detenuti in meno del 15% dei fondi esistenti nell‘industria, oppure che il 4% dei gruppi che operano nel segmento è gestore dell‘80’% circa dei patrimoni.

La conclusione: un movimento di abbassamento dei costi sarà quindi possibile solo se si muoveranno i leader del mercato e, d‘altro canto, nessuna società di gestione ha guadagnato quote di mercato solo proponendo commissioni sotto la media ai clienti.

((Redazione Milano, milan.newsroom@news.reuters.com))

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