PORTAFOGLI - Per gestori Italia scommessa emergenti resta valida

lunedì 30 novembre 2009 11:25
 

MILANO, 30 novembre (Reuters) - Il rally delle borse emergenti non spaventa i gestori: nonostante i listini dei paesi in via di sviluppo abbiano guadagnato oltre il 60% da inizio anno, è con questa asset class che, nel medio e lungo periodo, ci si gioca veramente la ripresa economica.

Questa l'opinione che emerge dal consueto sondaggio mensile Reuters-Lipper condotto in Italia prima che il governo del Dubai chiedesse una moratoria di sei mesi sul debito ai creditori delle holding pubbliche Dubai World e Nakheel, facendo tremare i mercati finanziari. I timori per un possibile default di Dubai hanno affossato settimana scorsa soprattutto i mercati emergenti .MSCIEF, deprimendoli venerdì fino ai minimi delle ultime tre settimane. Ma già stamane l'indice indica ripresa.

Le borse dei paesi in via di sviluppo restano tuttavia in rialzo del 66% da inizio anno rispetto ai guadagni del 28% circa di quelle mondiali .MIWD00000PUS.

"Un grosso storno ci sarà solo se le banche centrali decideranno di ritirare la liquidità di colpo perchè solo in questo scenario - in cui noi non crediamo - chi ha corso di più scenderà di più", spiega Marco Bonifacio, gestore di Zenit sgr.

"I mercati emergenti a nostro avviso sono meglio posizionati di quelli sviluppati, non solo dal punto di vista tattico ma anche da quello strategico, per cogliere le opportunità di ripresa", aggiunge. Non manca tuttavia chi ragiona sul breve periodo, e neppure chi si posiziona a metà strada come Credit Agricole AM sgr.

"La view è favorevole sia ai comparti emergenti che ad alcune aree avanzate, come l'area euro", sottolineano dalla casa francese.

In chiave tattica Pioneer Investments ha invece ridimensionato l'esposizione ai listini emergenti per puntare su quelli sviluppati, con l'esclusione del Giappone.

"Il rally degli emergenti quest'anno non ha avuto un carattere molto selettivo", spiegano da Pioneer, ipotizzando che gli investimenti nell'azionario di queste regioni siano stati realizzati soprattutto attraverso strumenti come gli ETF, che consentono appunto di giocare l'asset class senza selezione. "E questo tipo di rally hanno più downside che upside", aggiungono.

Per la controllata di Unicredit (CRDI.MI: Quotazione), che sull'equity ha un'esposizione complessivamente neutrale, si tratta di un tentativo di proteggersi da una possibile correzione "dal momento che il rally degli emergenti è stato alimentato dall'eccesso di liquidità" e che non è possibile escludere un brusco rientro delle misure accomodanti.   Continua...