November 26, 2009 / 1:35 PM / 8 years ago

Istituzionali Italia chiedono esposizione a mercato - C.Suisse

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MILANO, 26 novembre (Reuters) - Nonostante la ricerca dell'extra rendimento riscuota un interesse crescente anche fra gli istituzionali italiani, l'appeal degli investimenti alternativi resta basso a confronto di altri paesi come il Regno Unito e i Paesi Bassi e oggi i professionali in Italia chiedono soprattutto un'esposizione passiva al mercato.

"Pensiamo che il modo più facile di creare delle relazioni profonde e significative con la comunità degli investitori (istituzionali) italiani sia di penetrare attraverso le strategie beta", ha detto a Reuters Remy Kawkabani, managing director di Credit Suisse CSGN.VX alla guida della distribuzione istituzionale in Europa.

"E' ovviamente un'attività con margini bassi ma potrebbe avere volumi giganteschi", ha aggiunto.

Il business degli Etf del colosso svizzero ha debuttato in Italia poco più di un mese fa con il lancio di 17 fondi quotati della gamma Xmtch. L'obiettivo in termini di masse, nel corso dei prossimi 3 anni, è di diventare uno dei primi 3 players in Italia.

"Vediamo interesse e buona risposta da parte della clientela italiana soprattutto sulla gamma fixed income e sui prodotti MSCI Large Cap e MSCI Emerging Markets", ha detto il manager.

D'altra parte, secondo Kawkabani, le gestioni passive, Etf ma anche managed accounts che replicano un indice, sono "il migliore modo per giocarsi la ripresa".

Scartata l'ipotesi di uno scenario a "W", Credit Suisse vede infatti delinearsi una ripresa robusta nel 2010 sostenuta, nei prossimi trimestri, dal ciclo delle scorte.

Interesse Per Alternativi Scommessa Di Lungo Periodo

Il grande trend su cui scommette Credit Suisse è una crescente polarizzazione fra la ricerca del cosiddetto "beta" (semplice esposizione al mercato) con prodotti a basso costo come gli ETF e il crescente bisogno di extrarendimento (la cosiddetta "alfa"), offerto dagli investimenti alternativi (fondi hedge e fondi di private equity) per cui l'istituzionale è disposto a remunerare il gestore.

"Se la decisione più grande è quella di essere o non essere investiti sul mercato azionario e io decido di esserlo, allora voglio prendere esposizione al minor costo possibile", osserva. "Se la decisione è quella di affidarmi a qualcuno che non fa quello che fa il mercato allora per quello sono disposto a pagare", aggiunge.

La ricchezza gestita dagli istituzionali italiani è tale da valere una scommessa di lungo periodo: Credit Suisse presidia il mercato con due figure senior dedicate a questo tipo di clientela solo per gli alternativi.

"L'Italia ha molto benessere accumulato... gli istituzionali non hanno scelta, dovranno iniziare ad esplorare le opzioni disponibili con le strategie a ritorno assoluto: e questa è la nostra scommessa... crediamo che la scommessa sia giusta ma il risultato è fuori dal nostro controllo", ha detto Kawkabani.

Il manager riconosce che il livello di interesse in Italia per gli investimenti alternativi, già basso prima dell'esplosione della crisi rispetto ad altri paesi come Regno Unito e Paesi Bassi, resta contenuto.

"Ma c'è un'accelerazione al rialzo: il desiderio di capire e la consapevolezza che bisogna fare qualche cosa".

Questo tipo di investitori, rappresentati anche da enti che devono fornire prestazioni pensionistiche ed assistenziali, non possono infatti permettersi di restare intrappolati in un ciclo negativo di mercato.

"Sei quasi costretto a iniziare a guardare ed esplorare quello che altri stanno facendo e questo è un trend che si sta evidenziando ovunque in Europa che resta comunque indietro rispetto agli Stati Uniti", ha sottolineato il manager.

Con la crisi proprio gli investimenti alternativi hanno mostrato un andamento molto diversificato ma, nel loro complesso, secondo Kawkabani, "faranno meglio dei mercati".

"Se si guarda agli ultimi cinque, dieci anni nel complesso gli investimenti alternativi hanno fatto relativamente bene, specialmente se lo confrontiamo con certe cose accadute sul mercato", ha concluso il manager.

((Redazione Milano, +39 02 66129638; RM: mariapia.quaglia.reuters.com@reuters.net; email: mariapia.quaglia@thomsonreuters.com))

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