20 settembre 2008 / 11:12 / tra 9 anni

"Debiti tossici", weekend di lavoro per piano Usa salva-banche

* Usa sostengono fondi mercato monetario, impongono divieto vendita corto termine

* Piano contro “debiti tossici” costerà 500-800 miliardi di dollari, dice fonte

* Morgan Stanley guadagna tempo

* Titoli bancari in crescita del 35%, rally globale per i mercati

di Patrick M. Fitzgibbons

NEW YORK, 20 settembre (Reuters) - Il governo statunitense è intervenuto ieri per mettere un freno alle vendite a breve termine e aiutare i fondi d‘investimento monetari, mentre è al lavoro su un vasto piano di salvataggio per coprire i “debiti tossici” legati ai mutui ad alto rischio per un valore di centinaia di miliardi di dollari, in una mossa che ha fatto impennare i mercati azionari di tutto il mondo.

L‘iniziativa di Washington arriva alla fine di una settimana in cui i mercati finanziari hanno dovuto affrontare il peggior intreccio di crisi dalla Grande Depressione degli anni 30 e che ha minacciato le economie nazionali e il sistema bancario internazionale.

I parlamentari si sono impegnati ad agire velocemente sul piano “anti-debiti tossici”, che, secondo due fonti bancarie, avrà un‘ampiezza di 500-800 miliardi di dollari. Un portavoce del Tesoro Usa non ha voluto fare commenti sulle cifre.

Mentre il governo Usa fa ricorso alle “armi pesanti” per affrontare la crisi finanziaria montante, la banca d‘investimenti Morgan Stanley (MS.N) sta prendendo tempo nel tentativo di trovare una soluzione per il futuro, mentre continuano le trattative con Wachovia Corp WB.N e altre banche in vista di un‘eventuale fusione.

Oggi, un giudice statunitense ha dato l‘ok all‘acquisto da parte della banca britannica Barclays (BARC.L) delle attività “core” negli Stati Uniti di Lehman Brothers LEHMQ.PK.

Ma l‘attenzione dei mercati resta in gran parte concentrata su Washington, mentre i tecnici dell‘amministrazione Bush, del Congresso e della Federal Reserve sono al lavoro per elaborare i piani necessari a ridare fiducia alle borse.

Il governo Usa si è impegnato a utilizzare oltre 1.000 miliardi di dollari per rimettere in piedi il sistema finanziario e il mercato immobiliare. In quello che è l‘esempio più recente di un intervento statale per contrastare i timori del mercato, il Tesoro Usa ha annunciato ieri che impiegherà 50 miliardi di dollari per sostenere i fondi d‘investimento monetari i cui valori sono scesi sotto 1 dollaro.

“I problemi sono in uno stadio critico, sia per i mercati dei crediti che per le banche”, commenta Blake Howells, direttore di ricerca per il settore equity presso la Becker Capital Management di Portland, Oregon. “Il governo sta cercando di bloccare l‘effetto domino di altre istituzioni che potrebbero cade trascinandone altre ancora”.

Ieri i titoli azionari Usa hanno registrato una forte impennata, con l‘indice Dow Jones .DJI e il Nasdaq .IXIC che hanno chiuso a più 3.4%.

UN WEEKEND DI LAVORO

Gli esponenti governativi dicono che c’è molto altro lavoro da fare. “Ora dobbiamo agire ulteriormente, con decisione, per andare... alla radice delle tensioni del nostro sistema finanziario”, ha detto il segretario al Tesoro Usa Henry Paulson durante una conferenza stampa.

“Il governo federale deve applicare un programma per rimuovere le attività non liquide che stanno pesando sulle nostre istituzioni finanziarie e minacciando la nostra economia”.

A livello mondiale, le banche hanno sofferto di ammortamenti e perdite sui prestiti per oltre 500 miliardi di dollari dall‘inizio della crisi, cominciata ormai più di un anno fa.

Crisi che si è acutizzata a settembre con la nazionalizzazione delle società di mutui Fannie Mae FNM.N e Freddie Mac FRE.N, la bancarotta di Lehman Brothers, l‘accordo-riparatore per l‘acquisto di Merrill Lynch MER.N da parte di Bank of America Corp (BAC.N) e il salvataggio della società assicurativa AIG (AIG.N), sei mesi dopo l‘intervento governativo in favore di Bear Stearns.

L‘esecutivo ha indicato che intende fare quel che può per impedire il crollo di importanti istituzioni finanziarie, col rischio di trascinare appresso i mercati. Il piano della Casa Bianca dovrebbe arrivare al Congresso tra oggi e domani.

“L‘ottimismo che circonda il piano del Tesoro è giustificato, ma bisognerebbe notare che alla ripresa economica mancano diversi trimestri. La strozzatura creditizia e la condizione economica delle famiglie giocheranno entrambe un ruolo decisivo nella velocità con cui l‘economia riprenderà a correre”, ha spiegato in una nota Asha Bangalore, economista del Northern Trust di Chicago.

I problemi bancari non sono limitati agli Usa. La banca di prestiti britannica HSBC (HSBA.L) (0005.HK) ha rinunciato a un accordo da 6 miliardi e 300 milioni di dollari per il controllo della Korea Exchange Bank 004940.KS, alimentando le ipotesi secondo cui avrebbe rivolto la sua attenzione agli istituti rivali in Occidente.

E la più grande banca dell‘Eurozona, la spagnola Santander (SAN.MC), non ha commentato le notizie di stampa secondo cui avrebbe messo gli occhi sulla Bank of Ireland BKIR.L, colpita duramente da una scivolata del mercato immobiliare in patria.

Dopo che l‘autorità britannica per i servizi finanziari ha imposto giovedì scorso un divieto di trattare per quattro mesi i titoli finanziari a breve termine di vendita, la Sec ha fatto lo stesso ieri negli Usa con un divieto di 10 giorni.

Le banche centrali mondiali hanno anche raddoppiato gli sforzi per iniettare liquidità nei mercati. Giappone, Australia, India e Indonesia hanno pompato 42 miliardi di dollari dopo che il giorno prima la Fed americana aveva coordinato un pacchetto da 180 miliardi.

IL PIANO ANTI-DEBITI TOSSICI

La proposta di Washington di eliminare i debiti tossici delle banche e il primo divieto imposto alle vendite a breve termine ha avuto un effetto immediato.

Il presidente Usa George Bush ha detto ieri che l‘intervento del governo è necessario a risolvere i problemi che affliggono i mercati finanziari, definendolo “un momento cruciale dell‘economia americana”.

“Dato lo stato precario dei mercati finanziari odierni e la loro importanza fondamentale per la vita quotidiana degli americani, l‘intervento del governo è non solo garantita, è essenziale”.

Mentre a Wall Street molti hanno accolto positivamente il bando sui titoli “short-selling”, la reazione non è però stata unanime.

I trader specializzati in opzioni, che vendono titoli a breve per bilanciare le proprie posizioni di scambio, sono stati colti alla sprovvista, e avvertono che la misura potrebbe paralizzare il mercato dei derivati.

La critica maggiore è che la stretta è una reazione impulsiva che non aiuterà il settore bancario e rischia invece di sottolinearne le debolezze: una pila di debiti “cattivi”, legati ai mutui ad alto rischio e un colpo alla fiducia degli investitori.

L‘ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan l‘ha definita “un‘idea terribile”.

Il segretario Paulson e l‘attuale presidente della Fed Ben Bernanke puntano a lavorare nel weekend col Congresso per definire un piano che faccia fronte agli asset bancari tossici che stanno soffocando il sistema finanziario da un anno a questa parte.

MORGAN STANLEY

Il fondo sanitario sovrano China Investment Corp (Cic), il più grande azionista di Morgan Stanley, sarebbe in trattative per aumentare il suo pacchetto dal 9,9% acquistato a dicembre per 5 miliardi e mezzo di dollari al 49%, dicono fonti a conoscenza dei fatti.

Pechino è cauta all‘idea di aumentare la sua presenza nella banca d‘affari, dato che il valore attuale delle sue azioni ha registrato una netta perdita: alla chiusura della Borsa di giovedì, l‘intera banca era valutata 24 miliardi di dollari.

Ieri mattina, un dirigente della Cic, citato dall‘agenzia di stampa cinese Xinhua, ha detto che le due banche di investimento di Wall Street rimaste indipendenti, Morgan Stanley e Goldman Sachs (GS.N), sono capaci di affrontare da sole i propri problemi. Morgan Stanley non ha voluto fare commenti su eventuali trattative.

L‘idea di creare un fondo statale Usa per fare fronte alle attività negative legate alla vicenda dei mutui è simile al Resolution Trust Corp, istituito per eliminare i debiti “cattivi” provocati dalla crisi S&L di fine anni 80.

“Abbiamo parlato di un approccio comprensivo che richiederà una normativa necessaria a fare fronte alle attività non liquide che pesano sui bilanci delle istituzioni finanziarie”, ha detto ai giornalisti Paulson.

Secondo due consulenti del Congresso, il capo del Tesoro sta cercando consensi attorno al suo piano per creare il fondo.

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