Mid-market, Mondo (attrezzature sport) vede opportunità da crisi

venerdì 21 novembre 2008 18:40
 

MILANO, 21 novembre (Reuters) - Mondo Spa, conglomerata industriale con produzioni che spaziano dalle attrezzature sportive alle pavimentazioni e agli yacht, vede opportunità d'acquisizioni dalla crisi finanziaria ed economica in atto e non esclude un'intesa tattica con un fondo di private equity.

Parlando a margine del Mid-Market Forum, organizzato da M&A International, Luigi Benedetto, general manager e cfo di Mondo Group, e Maurizio Stroppiana, vice presidente ed esponente della terza generazione della famiglia che controlla il gruppo, hanno spiegato il senso della loro presenza a un evento che ha visto la partecipazione di oltre 350 soggetti, tra imprenditori, advisor e operatori di private equity, provenienti da 40 Paesi, con circa mille appuntamenti one-to-one.

"Vogliamo guardare avanti di tre-quattro anni", ha detto Benedetto. "Ci interessano, in particolare, le aree di Sudamerica, India e Russia".

La crisi in atto, ritengono i vertici di Mondo, potrebbe aprire la strada ad acquisizioni a buon mercato. "Vogliamo sviluppare alcuni prodotti di punta", ha argomentato Benedetto. "L'apertura di siti produttivi e lo sviluppo delle politiche commerciali sono collegati: l'idea è creare una base produttiva light per vendere l'italianità".

Mondo, in particolare, ha un prodotto di punta da vendere all'estero: le piste di atletica, quelle che, alle ultime Olimpiadi di Pechino, hanno visto volare Usain Bolt.

C'è poi il capitolo pavimentazioni: "Abbiamo un portafoglio ordini che ci garantisce per i prossimi mesi", dice Benedetto. "Guardando più avanti, il rilancio dell'economia non potrà che passare dagli investimenti nelle infrastrutture".

Insomma, se quest'anno "i costi delle materie prime hanno inciso sui margini (Ebitda stabile attorno al 10%, su un fatturato che dovrebbe attestarsi a 320-330 milioni)", nel 2009 Mondo vede "prospettive positive". Da qui la decisione di guardarsi attorno, forti anche di una solidità patrimoniale che rende il gruppo tranquillo rispetto ai rapporti con le banche.

La crescita all'estero potrebbe passare attraverso "accordi tattici con fondi di private equity", dice Benedetto. In passato, Mondo ha chiuso più volte le porte in faccia agli specialisti dei buyout: "Avevano un atteggiamento poco lungimirante, troppo basato sui numeri, aggressivo", spiega Stroppiana.

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