BORSA MILANO chiude positiva, bene banche, Mediaset, tonfo diritti Saipem

giovedì 4 febbraio 2016 17:53
 

MILANO, 4 febbraio (Reuters) - In una giornata volatile, Piazza Affari riesce a invertire la rotta e a chiudere in positivo, ma in uno scenario di mercato che resta vulnerabile e tendenzialmente negativo.

Gli operatori parlano di una borsa molto tecnica e, in assenza di notizie che possano imprimere una direzione precisa, rivolgono le attenzioni alle configurazioni grafiche con un occhio ai movimenti del petrolio e all'andamento del cambio euro/dollaro.

Secondo un operatore "solamente il raggiungimento del livello chiave di 17.800 potrebbe fare girare il mercato, ma dopo il sell-off visto in questi giorni è difficile che cambi il trend".

** L'indice FTSE Mib guadagna l'1,23% a 17.626 punti, l'AllShare sale dello 0,88%, mentre il benchmark europeo FTSEurofirst 300 arretra dello 0,16%.

** A condizionare i movimenti dell'indice sono sempre i bancari, sulle montagne russe: INTESA (+5,8%) alla testa del comparto. Bene BANCO POPOLARE (+1,5%) e POP MILANO (+3,99%)mentre stringono i tempi della trattative per quella che potrebbe essere la prima fusione del 2016 nel settore delle popolari. MPS, ultimamente al centro di forti scossoni borsistici, sale del 4,4%.

** MEDIASET brinda con un balzo del 7,5% alle dichiarazioni dell'AD Piersilvio Berlusconi che ha parlato di segnali positivi sul fronte della raccolta mentre su Premium, pur sottolineando che non ci sono trattative concrete, ha ammesso l'esistenza di colloqui informali con Sky.

Secondo un analista di una banca d'affari italiana "il dato sugli abbonati superiore a 2 milioni a fine 2015 è un buon segnale".

** Tra i petroliferi e settori collegati, ENI sale del 2,25%, più forte TENARIS a +6% sulla scia del rally del greggio che arriva a superare i 35 dollari al barile. Diverso il discorso su SAIPEM, tagliata da Morgan Stanley a "underweight", in calo dell'1,58%, mentre i diritti dell'aumento da 3,5 miliardi fortemente diluitivo crollano del 52,6%. A questi prezzi sembra profilarsi il rischio di inoptato e quindi di un possibile intervento del consorzio di garanzia, secondo un analista.

** Debole GENERALI (-1,1%) dopo che Citigroup ha tagliato il target price a 12 euro da 19,5 euro. Secondo Icbpi "la discontinuità al vertice sta alimentando i dubbi degli investitori riguardo al futuro percorso strategico del gruppo", anche se il titolo soffre della fase ribassista dei finanziari europei e le valutazioni appaiono "assai sacrificate" alla luce delle stime del piano.   Continua...