BORSA MILANO in forte calo con bancari, FTSE Mib -3,5%

giovedì 28 gennaio 2016 17:57
 

MILANO, 28 gennaio (Reuters) - Seduta pesante a Piazza Affari in una giornata segnata anche da forti oscillazioni che mettono a dura prova i nervi degli operatori di borsa. Le banche non trovano pace dopo il piano sulle sofferenze che lascia perplessi gli analisti sulle sue reali ricadute.

Molta incertezza anche sul settore petrolifero, tra i principali market mover delle borse in questa fase e protagonista di un parziale recupero nel primo pomeriggio che si è poi sgonfiato nel finale.

** L'indice FTSE Mib chiude in calo del 3,5%, peggiore performance tra le borse europee a causa del peso del comparto bancario. L'Allshare perde il 3,2%. Volumi per circa 3,7 miliardi di euro. Sulle altre piazze europee Francoforte cede il 2,4%, vanno un po' meglio Parigi (-1,3%) e Londra (-1%).

** Tra i bancari BPM lascia sul terreno il 9,8%, MPS, in attesa dei conti preliminari 2015, il 7,9%, BPER il 7,5%, BANCO POPOLARE e UBI il 5,8%. Le vendite non risparmiano neanche le big UNICREDIT (-6,5%) e INTESA SANPAOLO (-5%). L'indice settoriale italiano perde il 5,7%, lo Stoxx bancario europeo il 2,4%.

** In attesa di altri dettagli necessari a definire lo schema tecnico dell'accordo sulle sofferenze crescono i dubbi sull'efficacia del piano nello spingere gli istituti a liberarsi delle sofferenze in modo massiccio, anche se molto dipenderà dai prezzi di trasferimento di questi asset.

Esprime perplessità anche Fitch: "La nostra prima impressione è che il meccanismo abbia un impatto limitato sul concreto miglioramanto della qualità degli asset delle banche italiane" commenta l'agenzia di rating.

** FIAT CHRYSLER perde il 7,2% sulle contrastanti indicazioni fornite ieri dal gruppo con la diffusione dei conti 2015. Alcuni analisti si concentrano sulla guidance 2016 come elemento negativo, altri invece ritengono di non facile realizzazione l'aumento dei margini nell'area Nafta, tra gli elementi cardine del piano. Debole il settore in Europa (-3,17%).

** TELECOM ITALIA perde il 6% circa senza che dal Cda di oggi siano emerse novità. Un analista fa notare la situazione che resta ancora piuttosto confusa sul fronte banda larga.

** Tengono i petroliferi anche se ritracciano dai maggiori rialzi della seduta sulle attese di un taglio alla produzione di petrolio a livello globale per dare sostengo ai prezzi. ENI sale dello 0,2%, TENARIS dello 0,3%. SAIPEM sale del 3% dopo tre sedute sull'ottovolante in concomitanza con l'avvio dell'aumento di capitale iperdiluitivo da 3,5 miliardi di euro. I diritti guadagnano il 9,6%.   Continua...