No richiami Ue su deficit/Pil, non ha fatto niente su migranti- Alfano

mercoledì 19 ottobre 2016 10:09
 

ROMA, 19 ottobre (Reuters) - Alla vigilia del vertice dell'Unione Europea, il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha detto che Bruxelles non ha titolo per fare richiami all'Italia sulla questione del rapporto deficit/Pil, dato che non è in grado di far rispettare gli impegni presi sulla ricollocazione dei profughi.

"L'Europa non è in grado di far mantenere ai paesi che hanno assunto impegni con noi di prendersi decine di migliaia di 'nostri' profughi ... non riesce a fare garantire l'impegno agli altri, abbiamo sull'economia paesi come la Spagna che sono arrivati al 5% del rapporto deficit/Pil e fa un richiamo a noi?", ha detto il responsabile del Viminale durante un'intervista alla trasmissione tv Omnibus s "La7".

"Siamo noi che dobbiamo fare un richiamo all'Europa... Siamo convinti che L'Europa sia molto seriamente dalla parte del torto".

L'Italia, ha detto Alfano, ha rispettato tutti gli impegni chiesti dalla Ue sulla questione dei migranti, come l'obbligo di prendere le impronte digitali di tutti, la realizzazione di hotspot e il rafforzamento dei controlli alle frontiere con Francia, Austria e altri paesi per impedire il passaggio incontrollato.

"Noi abbiamo fatto tutto e loro non hanno fatto niente o quasi", ha detto il ministro.

La Commissione Europea ha disposto un sistema di ricollocazione e reinsediamento d'emergenza dei rifugiati giunti in Italia e Grecia, istituendo delle quote per ogni paese membro, ma ha detto che i progressi nell'applicazione restano insoddisfacenti, data la resistenza di alcuni paesi, in particolare dell'Est.

Nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi ha detto che l'Italia sarà "durissima" con i paesi che non accolgono i migranti quando si dovrà negoziare la suddivisione dei fondi comunitari.

Alfano ha anche detto che il governo ha accelerato le procedure per il riconoscimento dello status di profugo, con il raddoppiamento delle commissioni incaricate e la semplificazione delle procedure per l'esame delle richieste: "E' più che raddoppiato il numero delle domande esaminate... 70.000 su 80.000 presentate", ha detto il ministro.

Il ministro ha aggiunto però che bisogna accelerare anche la procedura per i ricorsi davanti ai tribunali contro la bocciatura delle domande: "Stiamo tentando di accelerare con il ministro (della Giustizia Andrea) Orlando e faremo una legge per accelerare".

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