Mediatrade, Cassazione assolve Confalonieri e PS Berlusconi, Rti ottiene sequestro 148 mln dlr

mercoledì 19 ottobre 2016 08:54
 

MILANO, 19 ottobre (Reuters) - La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato ieri sera senza rinvio la sentenza con cui la Corte d'Appello di Milano aveva condannato lo scorso 17 marzo l'AD di Mediaset Pier Silvio Berlusconi e il presidente Fedele Confalonieri a un anno e due mesi di reclusione per frode fiscale nel processo Mediatrade.

Lo ha riferito una fonte legale e lo conferma un comunicato della società, che esprime "soddisfazione" per la decisione della Cassazione. Inoltre Mediaset, da un punto di vista civilistico, ha ottenuto con la sua controllata Rti in Svizzera un sequestro a proprio favore di 148 milioni di dollari, ritenuti dalla procura milanese frutto di diritti tv gonfiati e dal 2005 bloccati alle due cittadine cinesi presunte prestanomi del produttore Frank Agrama.

I supremi giudici hanno assolto i due imputati "perché il fatto non costituisce reato". Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi, insieme a tutti gli altri imputati, erano già stati in parte prescritti e in parte assolti in primo grado dal Tribunale di Milano l'8 luglio 2014.

Al centro del procedimento chiuso ora con le assoluzioni definitive c'era una presunta frode fiscale relativa al consolidato del gruppo. La procura ipotizzava che Agrama acquistasse i diritti dalle major americane, li rivendesse a Fininvest e poi a Mediaset a prezzi gonfiati, e infine versasse gran parte del surplus delle vendite gonfiate in conti esteri nella disponibilità di manager Mediaset.

Si tratta di una vicenda che riguarda le compravendite dei diritti televisivi e cinematografici successive a quelle costate nel 2013 la condanna definitiva a quattro anni per frode fiscale a Silvio Berlusconi, che in questo filone era stato prosciolto in fase di udienza preliminare.

Con le assoluzioni e le prescrizioni diventate definitive anche per tutti gli altri imputati, spiega la fonte legale, si rischiava che i 148 milioni (che Rti in un procedimento civile ha reclamato come propri), sequestrati in Svizzera alle due imputate cinesi per appropriazione indebita ai danni di Mediaset-Rti, tornassero alle presunte prestanomi di Agrama: di qui il nuovo sequestro chiesto e ottenuto da Rti e Mediaset a proprio favore in Svizzera.

(Emilio Parodi)

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