PORTAFOGLI-Trade di nicchia contro correlazioni, no instabilità da referendum - Pictet

lunedì 17 ottobre 2016 15:28
 

MILANO, 17 ottobre (Reuters) - Pictet cerca di risolvere il rebus delle aumentate correlazioni fra azionario e obbligazionario -- che hanno fatto saltare le logiche di gestione tradizionali -- cercando valore in alcune nicchie di mercato come gli indicizzati statunitensi e non si aspetta instabilità dall'esito del referendum costituzionale in Italia.

"Andiamo strategicamente lunghi di indicizzati e tatticamente corti di nominali per cui siamo esposti solo alle aspettative di inflazione che adesso sono scese moltissimo arrivando all'1,5%", ha spiegato a Reuters Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet.

La casa svizzera cerca valore relativo fra due segmenti del mercato anche quando si tratta di azionario, giocandosi i differenziali fra Paesi e regioni e utilizzando modelli di "rotazione tematica", cioè con un atteggiamento tattico sui vari temi.

"In una fase in cui si paventa la rimozione di questa droga che è la repressione finanziaria conviene avere la componente azionaria del portafoglio molto poco esposta a settori sensibili ai tassi di interesse: quindi poche utilities e, viceversa, una posizione più costruttiva sui bancari, tecnologici e telefonici", ha aggiunto riferendosi alle maxi iniezioni di liquidità delle banche centrali.

Venendo all'Italia, Pictet non si aspetta che il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre porti a nuove elezioni e vede già un premio per la vittoria del 'no' sia nel differenziale di rendimento fra Btp e Bund che fra quello Btp/Bonos spagnolo oltre che nella sottoperformance del FTSE Mib rispetto all'Eurostoxx.

"Se vince il 'no' ci si spaventa, gli stranieri vendono e lì si compra di sicuro perchè penso che alla fine non ci saranno elezioni", ha detto Delitala. "Se invece vince il 'si' si compra a prezzi più elevati ma con spazi di recupero più chiari".

In particolare, in caso di prevalenza di 'sì' Pictet si aspetta un upside per il mercato azionario italiano del 5-10% e un "sospiro di sollievo" per i bancari. Viceversa con una vittoria del 'no', dopo una flessione del 5%, Pictet punterebbe ad acquisti selettivi su industriali, energetici ed esportatori come Eni, Enel, Leonardo-Finmeccanica e Luxottica.

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