Natuzzi avvia 355 licenziamenti, governo tenta ancora mediazione

giovedì 13 ottobre 2016 18:28
 

ROMA, 13 ottobre (Reuters) - Ancora problemi per Natuzzi che oggi, nel corso di una riunione con sindacati e Regioni al Mise, ha annunciato di aver inviato lettere di licenziamento a 355 lavoratori.

L'azienda pugliese specializzata nella produzione di divani e quotata a New York, nel 2013 aveva accettato, dopo una lunga vertenza, di attivare il contratto di solidarietà per oltre 1.800 persone, ottenendo nuova cassa integrazione a zero ore per altre 331. Per questi ultimi era prevista la ricollocazione in due nuove aziende da creare riportando in Italia parte della produzione romena. Il periodo di cassa si esaurisce però il 15 ottobre e si profila la perdita del lavoro.

I sindacati parlano di decisione "grave, inaccettabile e irresponsabile" perché i licenziamenti arrivano mentre il governo ha offerto di allungare la cassa integrazione in deroga con risorse messe a disposizione dalle Regioni interessate (Puglia e Basilicata).

Come ha spiegato la viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, che ha tentato una mediazione, un recente correttivo del Jobs act consente alle Regioni di utilizzare in autonomia non più il 5% ma il 50% delle risorse destinate alla cassa in deroga e, a seconda delle disponibilità, aggiungere risorse per arrivare a 12 mesi di copertura.

Si tratta di "una strada che ha un termine, certo, e che dipende dalle risorse che è possibile mettere in campo, ma che può dare il tempo di riaprire il dialogo su una ipotesi di nuovo piano industriale", ha proposto Bellanova alle parti.

La viceministro ha precisato che non sono pensabili altri dieci anni di ammortizzatori.

"A questo punto siamo fortemente preoccupati anche per il futuro dei restanti 1.918 dipendenti, attualmente in contratto di solidarietà", dicono ancora i sindacati.

Durante il vertice, centinaia di lavoratori hanno manifestato davanti al Mise, e lo sciopero nei 6 stabilimenti ha completamente bloccato la produzione.

Nelle prossime ore si terranno nuove mobilitazioni mentre lunedì è in programma un incontro in Regione Puglia per verificare se ci siano risorse da mettere sul piatto.

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