RPT-Banco-Bpm, sindacati uniti per 'sì', oltre 11.000 iscritti ad assemblea

mercoledì 12 ottobre 2016 18:06
 

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MILANO, 12 ottobre (Reuters) - I sindacati bancari confermano compatti il loro 'sì' alla fusione tra Bpm e Banco Popolare che sarà sottoposta al voto dei soci nelle assemblee straordinarie di sabato prossimo e annunciano una partecipazione massiccia dei lavoratori all'importante appuntamento.

La posizione favorevole è dettata da considerazioni legate sia alla specifica operazione che alla stabilità dell'intero sistema bancario in un momento economico difficile per il Paese, affermano i sindacati che rappresentano una grossa fetta dei dipendenti di Bpm, chiamati fra tre giorni ad esprimersi sulla fusione (e contestuale trasformzione in Spa) con il sistema del voto capitario.

"La legge sulla trasformazione delle popolari in Spa l'abbiamo subita, comunque dobbiamo gestirla. In questo contesto la nascita del terzo gruppo bancario garantisce stabilità per la banca ma anche per il settore bancario", dice Lando Sileoni, segretario generale della Fabi nel corso di una conferenza stampa congiunta delle principali sigle sindacali convocata per illustrare le ragioni del 'sì'.

I sindacati confermano che le richieste di partecipazioni all'assemblea di Bpm, che si terrà in contemporanea a quella del Banco Popolare, sono oltre quota 11.000.

Il 90% dei dipendenti (su un totale di 7.700) hanno ritirato il biglietto e l'aspettiva è che circa il 90% di questi partecipi all'assemblea, sostengono.

Nel complesso scenario economico italiano ed europeo, il consolidamento tra le due banche "è un'operazione di sviluppo perché crea valore e tutela l'occupazione, a differenza di altre fusioni come quella ipotizzata tra Pop Vicenza e Veneto Banca, alla quale siamo contrari", dice Massimo Masi segretario generale Uilca.

Gli accordi raggiunti in vista della fusione in termini di tutela dell'occupazione e welfare aziendale -- oltre alla governance che vede la presenza dei rappresentanti dei lavoratori nel Cda della nuovo gruppo -- rafforzano l'orientamento positivo verso la fusione.

Al contrario, una prospettiva stand-alone apre spazi di forte incertezza considerato che le banche, tenute per legge a trasformarsi in Spa entro la fine dell'anno, potrebbero divenatare facile preda di soggetti esteri, sostengono i sindacati.   Continua...