September 14, 2016 / 6:07 PM / 10 months ago

PUNTO 1-Morelli nuovo AD Mps, dovrà convincere mercato su sofferenze e aumento

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(Aggiunge dimissioni Tononi)

ROMA, 14 settembre (Reuters) - Marco Morelli è il nuovo amministratore delegato della Banca Monte dei Paschi di Siena , cooptato oggi all'unanimità dal consiglio di amministrazione riunito a Milano.

Secondo una nota al termine di un lungo cda, Morelli avrà anche il ruolo di direttore generale ed entrerà in carica dal 20 settembre. A sorpresa sono arrivate anche le dimissioni del presidente Massimo Tononi, che resterà però in carica fino all'assemblea che approverà l'aumento.

Le dimissioni di Tononi non sembrano destare preoccupazioni all'interno del consorzio di banche che ha firmato un pre-accordo per la garanzia dell'operazione sul capitale, guidato da JP Morgan e Mediobanca MDBI.MI. "Le banche non sono nè preoccupate nè sorprese. Con l'arrivo di Morelli è opportuno che la presidenza vada a un profilo più complementare rispetto a quello del Ceo", dice una fonte vicina alla situazione.

Morelli, romano, 54 anni, con una lunga esperienza in banche internazionali, è oggi a capo in Italia di Bank of America Merrill Lynch, uno degli istituti impegnati a sostenere il piano di rilancio della banca toscana. Prende il posto di Fabrizio Viola, che resterà il tempo necessario per il passaggio di consegne. La nota spiega che Viola ha dato disponibilità fino al 15 ottobre a dare il proprio contributo in un'ottica di adeguata "business continuity".

Morelli torna a Siena da capoazienda, dopo averla lasciata come vice dg nel 2010. Al Monte era dal 2006 venendo da Jp Morgan e durante la presidenza di Giuseppe Mussari ha vissuto la difficile acquisizione di Banca Antonveneta, per molti causa prima dei problemi che oggi il nuovo AD si troverà sul tavolo.

Era stato coinvolto nell'indagine giudiziaria legata a quella acquisizione e che ha portato a giudizio i vertici di allora. Ne è uscito a testa alta a fine 2013, quando gli stessi pm nella richiesta, poi accolta, di archiviazione hanno scritto che Morelli "non è risultato da fine 2007 l'interlocutore dell'Autorità di vigilanza sull'operazione Fresh". I giudici hanno anche riconosciuto che il manager si era opposto alla discussa operazione Alexandria.

Ora torna a Siena e sarà lui a dover realizzare la più complessa operazione finanziaria proprio da quell'acquisizione del 2007. Mps, sollecitata dalla vigilanza della Bce, con cui ieri Morelli ha avuto un primo informale contatto, dovrà cedere 9,2 miliardi di sofferenze nette e conseguentemente coprire le perdite e i nuovi accantonamenti con un aumento fino a 5 miliardi di euro. Al nuovo AD toccherà il compito, tutto in salita, di convincere il mercato sulla bontà dell'operazione e sulle prospettive future della banca.

Prima della repentina decisione di sostituire Viola, per iniziativa governativa secondo alcune fonti e ricostruzioni stampa non smentite, il piano per mettere in sicurezza il Monte doveva essere accompagnato da un nuovo piano industriale da presentare al mercato entro la fine di questo mese. In calendario anche la convocazione di un assemblea prima della fine di ottobre e l'operazione sulle sofferenze e il conseguente lancio dell'aumento entro la fine dell'anno.

Una certa freddezza tra gli investitori e le incertezze legate all'esito del referendum costituzionale, ancora privo di data certa e atteso tra fine novembre e inizio dicembre, fanno facilmente associare l'arrivo di Morelli con la necessità di allungare i tempi di realizzazione dei programmi del Monte.

Il piano industriale ragionevolmente potrà slittare di qualche settimana per dare modo al nuovo Ceo di valutarlo. L'opportunità di avere chiarezza sui tempi del referendum, e sul suo esito, sta consolidando le attese che l'aumento di capitale possa riposizionarsi a febbraio, quando Mps avrà in mano tra l'altro i conti di fine anno.

Nel frattempo Morelli potrà sciogliere il rebus del coinvolgimento o meno dei titolari di bond subordinati di Mps e magari trovare con gli advisor qualche investitore di sostegno, "anchor investor", di cui si sente parlare da qualche settimana ma di cui finora non vi è traccia.

Proporre una conversione volontaria, come alcune fonti che lavorano al dossier ipotizzano, avrebbe il merito di limitare la richiesta di aumento di capitale, oggi fino a 5 miliardi. Estendere la facoltà anche ai titolari retail comporterebbe tempi più lunghi per la predisposizione dei prospetti ma allargherebbe la base. Riuscendo a far dimagrire, secondo alcuni fino di 2 miliardi, l'ammontare dell'aumento.

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