Netflix, abbonati a circa 300.000, su Vivendi-Mediaset manca strategia - PwC

mercoledì 14 settembre 2016 15:28
 

MILANO, 14 settembre (Reuters) - La penetrazione di Netflix in Italia ha raggiunto quota 300.000 abbonati, sebbene di questi circa 170.000 gli utenti che usufruiscono del periodo di prova gratuito, a fronte di un numero di spettatori che guardano contenuti televisivi a pagamento via web intorno ai 700.000. Si tratta comunque di un dato non di poco conto, se si considera che il colosso dei servizi di streaming Usa è entrato nel mercato italiano poco meno di un anno fa, lo scorso 22 ottobre.

E' quanto ha sottolineato Andrea Samaja, PwC E&M leader, commentando il rapporto di PwC Italia sulle prospettive del mercato della pubblicità e dei media in Italia al 2020 che fotografa la situazione a poco prima dell'estate.

"Anche solo considerando gli abbonati reali a poco più di 100.000. Si tratta pur sempre di un 5% rispetto ai 2 milioni dichiarati da Mediaset Premium. Non sono così pochi, in un periodo cosi ristretto", ha osservato Samaja, sottolineando la versatilità di questo tipo di offerta "che non vincola il cliente perché con un semplice click può decidere cosa fare".

Lo studio presentato oggi, evidenzia che i ricavi derivanti dal segmento "Pay TV Subscription" continueranno a crescere (Cagr 3,4% al 2020) beneficiando del crescente interesse dei consumatori per i servizi OTT/streaming, che si inquadra nella più ampia tendenza a una fruizione dei contenuti su base integrata "omni-canale", su tv, computer portatile, tablet e smartphone.

"Proprio su questo ci si attende una lenta ma progressiva erosione del modello di abbonamento 'flat' ai contenuti Premium a favore del modello Pay per View. Infatti è da notare come, ad esempio Netflix, in caso di interruzione di un abbonamento non intraprenda particolari azioni promozionali per la retention del cliente", sottolinea Samaja.

Quanto al contenzioso in corso fra Vivendi e Mediaset, iniziato a luglio quando i francesi hanno annunciato di non voler rispettare i termini dell'accordo per l'acquisto della pay tv del Biscione a causa di "differenze significative" nell'analisi dei risultati, Samaja rileva una mancanza di strategia, a prescindere dall'impasse odierna.

"L'accordo per rilevare Premium da Mediaset prevedeva di creare un operatore paneuropeo per contrastare Netflix, poi a luglio scorso i francesi annunciano la chiusura della piattaforma online in Germania. Non c'è una strategia molto chiara", dice Samaja secondo cui il mercato odierno è comunque in concentrazione.

Quello che emerge dallo studio è che nel mercato italiano, in linea con l'andamento globale, continuano le operazioni di partnership o M&A, attivando un processo di convergenza tra i principali player dei media e delle telecomunicazioni. Oggi non è più possibile pensare a strategie di sviluppo dei settori media e telco senza tenere conto della profonda interdipendenza sia dal lato dell'offerta sia dal lato della domanda.

(Giancarlo Navach)   Continua...