PUNTO 1-Banche, sindacati minacciano sciopero dopo parole Renzi su occupati

sabato 3 settembre 2016 18:34
 

(aggiunge puntualizzazione fonte palazzo Chigi)

CERNOBBIO/ROMA, 3 settembre (Reuters) - I sindacati bancari hanno minacciato uno sciopero generale in relazione alle dichiarazioni rilasciate ieri dal premier Matteo Renzi al Forum Ambrosetti di Cernobbio in merito alla possibile riduzione di occupati del settore nei prossimi dieci anni a 150.000 unità rispetto alle circa 300.000 attuali.

Le dichiarazioni sono state confermate dal presidente di Bnl Luigi Abete, sottolineando, tuttavia, che "Renzi ha fatto un ragionamento" non ha formulato una previsione.

"Ha detto che il settore bancario fra 10 anni avrà una composizione dell'occupazione diversa come qualità di tipologia e un numero ridotto rispetto all'attuale", ha spiegato Abete.

"Mica li dimezza lui i dipendenti, lui ha detto fra 10 anni l'occupazione del settore bancario sarà inferiore. Ma mica l'ha inventato Renzi, aumenta l'online si riducono le agenzie, cambia la qualità e la quantità del lavoro. Non ho visto nelle parole di Renzi né una minaccia né una disattenzione, l'ho vista anzi come una consapevolezza, ha detto: 'non ci riduciamo tra 10 anni a discutere di queste cose'", ha aggiunto.

Di diverso avviso i sindacati secondo cui le parole di Renzi "meritano come unica risposta lo sciopero generale".

In una nota unitaria le sigle di settore sottolineano che "il premier prima di fare queste dichiarazioni, che rischiano di destabilizzare l'intero settore, aveva l'obbligo di consultare le parti sociali (Abi e sindacati), fare valutazioni di opportunità". I sindacati invitano anche l'Abi "a prendere posizione contro queste sconclusionate affermazioni del premier".

"Anche perché Renzi deve spiegare a tutti i cittadini, chi pagherà i costi sociali di questa drastica riduzione del personale? Con quali soldi?", si legge ancora nella nota.

Una fonte di Palazzo Chigi sottolinea nel pomeriggio di oggi come non ci sia nessuna ipotesi di dimezzare i bancari entro dieci anni.   Continua...