Iren alza stima ebitda 2016 a 750 mln, con nuovo sindaco Torino non cambia M&A - AD

giovedì 4 agosto 2016 17:05
 

MILANO, 4 agosto (Reuters) - Iren ha alzato le stime di ebitda per l'intero anno a 750 milioni di euro 730-740 milioni precedenti, mentre l'utile netto sarà migliore rispetto a quello del 2015, che è stato pari a 118 milioni. Quanto ai rapporti con il nuovo sindaco 5 Stelle di Torino, Chiara Appendino, c'è stata una interlocuzione, ma la politica di M&A dell'azienda non cambia.

A dirlo è L'AD, Massimiliano Bianco, nel corso della call con gli analisti sui risultati del primo semestre.

"La revisione della guidance di Ebitda a 750 milioni è riconducibile al positivo andamento della filiera energetica", ha detto il manager, che non ha voluto però sbilanciari sul netto. "Sull'utile non diamo una guidance, ma è evidente che la solidatà dei risultati, con una revisione al rialzo sulla nostra marginalità, ci lascia confidenti che rifletteremo questo anche sull'ultimo numero di bilancio e miglioreremo i risultati dello scorso anno", ha aggiunto.

Quanto ai rapporti con il sindaco di Torino e a eventuali ricadute del cambio di giunta sia sulla governance sia sullo sviluppo del piano industriale, Bianco ha ricordato che "la partecipazione del Comune di Torino è detenuta attraverso la scatola Fsu, detenuta congiuntamente da Torino e da Genova, che designa 5 dei 13 membri dell'organo amministrativo del gruppo".

Il numero uno della utility controllata dai comuni di Torino, Genova, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, ha poi sottolineato che "Torino è in un patto di sindacato con una quota pari a un terzo che raggruppa i soci pubblici di controllo. Ci sono state illustrazioni al sindaco dell'andamento aziendale, del piano industriale e dell'avanzamrnto di questo piano. E' evidente che l'interlocuzione si ferma qui. Resta ferma la nostra strategia di crescita, anche con operazioni di consolidamento con un focus mirato sul Nordovest".

In conclusione Bianco non ritiene che la politica del nuovo sindaco possa determinare conseguenze sugli altri azionisti, "perché socio all'interno di un patto di sindacato nel quale sono disciplinati i diritti dei singoli azionisti di controllo, come le nomine che sono riconducibili a scelte congiunte da parte degli azionisti".

(Giancarlo Navach)

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