1 agosto 2016 / 16:06 / in un anno

PUNTO 1-Saras, netto trim2 -62%, inizia a ripagare debito Iran, titolo crolla

(Riscrive, aggiunge andamento titolo, commenti da call)

MILANO, 1 agosto (Reuters) - Saras chiude il secondo trimestre con un utile netto adjusted in calo del 62% a 50 milioni di euro, su ricavi per 1,77 miliardi, in flessione del 35% soprattutto a causa dello scenario di riferimento, caratterizzato da quotazioni dei prodotti petroliferi inferiori.

I risultati sono stati in linea con le attese, ma il titolo è crollato, segnando un ribasso dell‘8,78% a 1,40 euro perché al mercato non è piaciuto il cambio di scenario annunciato dalla società di raffinazione relativamente alla seconda parte dell‘anno.

Nella nota si legge che “nel secondo semestre il margine di riferimento Emc benchmark è atteso a livelli inferiori rispetto ai livelli ipotizzati nel piano industriale che Saras presentò il 15 ottobre 2015. Più di preciso, i mercati stanno attualmente prezzando un impatto negativo pari a circa 70-100 milioni di euro rispetto alle previsioni del piano per il secondo semestre del 2016”.

In questo scenario, il gruppo ritiene di poter realizzare incrementi di performance rispetto a quanto ipotizzato nel piano industriale per il secondo semestre dell‘esercizio 2016.

“La società ha indicato una guidance in miglioramento della performance, ma in uno scenario negativo per 70-100 milioni rispetto al business plan. Questa notizia è stata percepita negativamente creando un po’ di confusione sul mercato”, osserva un analista di una banca d‘affari italiana.

Tornando ai conti. l‘Ebitda reported di gruppo si attesta a 267,3 milioni rispetto ai 339,2 milioni del secondo trimestre dello scorso esercizio, differenza che deriva principalmente dal segmento Raffinazione che ha operato in condizioni di mercato caratterizzate da margini più bassi.

Inoltre la posizione finanziaria netta a fine anno è attesa a livelli prossimi a zero, in quanto i flussi di cassa derivanti dalla gestione operativa dovrebbero coprire le variazioni di capitale circolante (al netto delle variazioni inventariali), gli investimenti del periodo, i dividendi e il pagamento di una porzione del grezzo acquistato dall‘Iran nel 2012.

La posizione finanziaria netta al 30 giugno era positiva per 147 milioni.

E proprio parlando dell‘Iran, Dario Scaffardi, executive vice president e general manager, ha reso noto agli analisti che il primo cargo di greggio dall‘Iran è arrivato a giugno. E a fronte di queste consegne la società di raffinazione ha iniziato a ripagare il debito con l‘Iran relativo a carichi di greggio che avrebbero un valore intorno ai 350 milioni di euro, ritirati prima dell‘entrata in vigore delle sanzioni dalla società italiana.

“Non ci aspettiamo sorpese negative dagli iranani. Sui contratti non diamo informazioni, posso dire che abbiamo pagato una prima tranche nel secondo trimestre e una seconda nel terzo trimestre, ci attendiamo un ripagamento tranquillo del debito nel tempo”, ha sottolineato il manager. Il corrispettivo pagato si aggira intorno ai 100 milioni di euro.

(Giancarlo Navach)

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