Rcs, Della Valle e IMH al Tar contro Consob, si chiarisca se Opas Cairo valida

giovedì 28 luglio 2016 18:08
 

MILANO, 28 luglio (Reuters) - La cordata IMH e Diego Della Valle in prima persona contestano il comportamento della Consob nella battaglia per Rcs vinta dal concorrente Urbano Cairo. Per questo, insieme a Pirelli, hanno presentato oggi un ricorso al Tar del Lazio contro la decisione della Commissione sulla mancata sospensione dell'Opas di Cairo Communication .

In una conferenza stampa convocata all'ultimo minuto, il numero uno di Tod's ha definito "approssimativa" la frase con cui Consob ha risposto agli esposti presentati dagli sconfitti e ha detto che l'autohority "è mancata pesantemente" nel corso dell'intera vicenda in cui Cairo da una parte e i vecchi soci di Rcs raccolti intorno ad Andrea Bonomi dall'altra si sono contesi sul mercato, a suon di rilanci, il controllo dell'editore del Corriere della Sera.

Secondo Della Valle "Consob non ha mai risposto" alle varie richieste di chiarimento avanzate nel corso delle offerte e non può limitarsi a dire, in risposta agli ultimi esposti presentati dopo la vittoria di Cairo, che "non ha ritenuto, allo stato, sussistenti i presupposti per la sospensione cautelare" dell'offerta prevalente "riservandosi eventuali ulteriori accertamenti". "Doveva rispondere punto per punto e fare chiarezza, prendersi delle responsabilità", ha insistito l'imprenditore marchigiano che non è però voluto entrare nel merito delle contestazioni a Cairo, mai rese pubbliche. Un unico accenno è stato fatto alla necessità che Consob dirimesse la questione sul destino delle azioni raccolte dall'offerta soccombente, su cui i due fronti avversari avevano posizioni opposte.

Di qui la scelta di ricorrere al Tar, perché "in tempi brevi venga fatta chiarezza". "Non so a chi fa riferimento la Consob, ma il suo controllore dovrebbe agire per fare chiarezza", ha continuato. L'esposto presentato alla Procura di Milano, invece, "avrà ovviamente tempi più lunghi".

DELLA VALLE VEDE RISCHIO STALLO PER RCS, NO ASTIO PERSONALE

Della Valle ha parlato di rischi per Rcs perché "c'è una persona che pensa di aver vinto e per noi è discutibile; se emergesse che non è vero, ci sarebbe un rischio di stallo pericolosissimo". A una domanda però se ritiene plausibile che sia invalidato il passaggio delle azioni Rcs a Cairo Communication, Della Valle ha liquidato il tema come "folkloristico": "Oggi il tema è se i controllori hanno fatto il loro lavoro (...). Se mi dicono che l'operazione Cairo è corretta io faccio non uno ma quattro passi indietro".

"Non c'è astio personale verso nessuno", ha chiarito Della Valle che ha partecipato alla contro-Opa di Bonomi con gli altri aizonisti di Rcs Mediobanca, Pirelli e UnipolSai . "Ci sono su entrambi i fronti persone che conosco da una vita, con loro ho ottimi rapporti", ha continuato citando Urbano Cairo e Gaetano Miccichè, che da subito con Banca Imi ha schierato Intesa Sanpaolo al fianco di Cairo.

"Mi era stato prosposto di partecipare alla cordata con Intesa, ma non potevo per coerenza: avevo partecipato da poco a formare il Cda di Rcs, c'era un impegno a farlo lavorare, non potevo muovermi da quel tavolo, è una questione di coerenza (...) anche se forse avevo più amici sull'altro fronte", ha detto. E il Cda di Rcs, "formato da tecnici, ha lavorato bene, guardando gli obiettivi e i risultati": "non mi dispiaceva quell'aria nuova di una società finalmente gestibile".   Continua...