PUNTO 1-Bce, in prima Tltro2 domanda aggiuntiva di 30 mld, 1/3 da Intesa e UniCredit

venerdì 24 giugno 2016 13:07
 

(aggiunge commenti, background)

MILANO/FRANCOFORTE, 24 giugno (Reuters) - La maggior parte delle banche della zona euro ha utilizzato la prima finestra per la nuova serie di Tltro2 (Targeted Long Term Refinancing Operation) essenzialmente per ottenere dalla Banca centrale europea condizioni più convenienti sui prestiti a basso costo ottenuti con lo schema precedente.

Secondo quanto comunicato stamane da Francoforte, l'istituto centrale europeo ha assegnato poco meno di 400 miliardi di euro di finanziamenti a quattro anni alle 514 banche che ne hanno fatto richiesta, mentre la mediana delle stime degli analisti raccolte da Reuters in un sondaggio prospettava un'erogazione complessiva di 435 miliardi.

Al netto del rollover dei finanziamenti ottenuti con il vecchio schema (circa 370 miliardi),le banche hanno chiesto liquidità aggiuntiva per poco più di 30 miliardi. Di questi, quasi un terzo è andata ai due principali istituti italiani: Intesa Sanpaolo si è assicurata 8,4 miliardi di liquidità nettà aggiuntiva, UniCredit 3 miliardi (per il solo sistema italiano).

In base al nuovo programma, inserito nel pacchetto di misure espansive annunciato a marzo dalla Bce per ridare fiato all'economia e spingere l'inflazione, le banche, che oggi hanno preso fondi a tasso zero, potrebbero addirittura vedersi riconosciuta una remunerazione sui fondi ottenuti in prestito da Francoforte, purché incrementino oltre una certa soglia gli impieghi nei confronti di imprese e famiglie.

"Praticamente tutti hanno 'rollato' i fondi rimborsati della vecchia Tltro", poi ci sono banche che sono lunghe di liquidità e tenendo conto che si aaranno altre tre operazioni della durata di quattro anni hanno preferito aspettare, e altre che hanno aumentato la loro esposzione su una prospettiva di accelerazione degli impieghi" sintetizza Massimiliano Sinagra, presidente di Assiom Forex.

Le richieste per ottenere fondi andavano presentate entro le 9,30 di ieri, dunque quando ancora non era noto l'esito del referendum britannico che ha sancito il divorzio del Regno Unito dall'Unione europea, scuotendo duramente i mercati finanziari.

"E' anche possibile che qualcuno che si è limitato a rinnovare i prestiti rimborsati abbia preferito aspettare le altre operazioni per gestire meglio le scadenze e non dover poi affrontare un rimborso in un'unica soluzione", ha aggiunto Sinagra.

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia