22 giugno 2016 / 09:52 / un anno fa

Ilva, Erdemir decide entro domani. Arvedi: andiamo avanti comunque

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA/ISTANBUL, 22 giugno (Reuters) - I vertici della società turca Erdemir decideranno in via definitiva tra oggi e domani se aderire alla cordata guidata da Arvedi per l'acquisto di Ilva, il più grande gruppo siderurgico italiano.

Lo ha riferito a Reuters una portavoce dell'azienda controllata dal principale fondo pensione dei militari turchi.

I rappresentanti di Erdemir dovevano essere ascoltati oggi in Parlamento dopo Arvedi sulla vicenda Ilva, ma l'audizione è stata rimandata all'ultimo minuto.

Giovanni Arvedi, patron dell'omonima azienda siderurgica, ha detto al termine dell'audizione di aver firmato ieri sera con la società turca un "accordo di governance" per la newco che, in caso di vittoria, gestirebbe Ilva. E' atteso ora un pronunciamento "immediato" da parte del cda turco.

La scadenza per le offerte vincolanti è stata fissata dal governo, dopo diversi rinvii, al prossimo 30 giugno.

Arvedi (che secondo alcune fonti ha il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti e di Delfin, la finanziaria della famiglia Del Vecchio, che controlla Luxottica) intende andare avanti per acquisire Ilva in ogni caso, anche se Erdemir dovesse decidere di non partecipare: "Noi andiamo avanti comunque".

La società italiana ha anche aperto a una possibile collaborazione con altre imprese, a partire dal gruppo Marcegaglia, che però è attualmente alleato di ArcelorMittal in una cordata antagonista.

"Siamo aperti anche ad altre partecipazioni. Taranto [principale sede di Ilva] è un problema grosso, non possiamo fare la guerra tra noi, con lo stato in cui si trova la siderurgia in Europa".

Il manager lombardo dell'acciaio, parlando ai senatori in audizione, ha detto di puntare a costituire una società nazionale dell'acciaio, che integri i vari stabilimenti e che sia possibilmente quotata in borsa, con una produzione annua che arrivi a 12 milioni di tonnellate di acciaio. Nel 2015 Ilva ha prodotto circa 4,5 milioni di tonnellate, Arvedi 4 milioni.

Per ridurre l'inquinamento e l'emissione di CO2, Arvedi ha proposto di ristrutturate l'impianto di Taranto utilizzando il gas al posto del carbone per almeno metà della produzione.

Ma per questo, ha detto, servirebbe che il prezzo del gas calasse a 10 centesimi al metro cubo, contro gli attuali 20 circa. Perché avvenga, servirebbe far arrivare anche a Taranto il Tap (il nuovo gasdotto europeo che dovrebbe giungere sulle coste pugliesi nel 2020) e comunque acquistare gas a buon mercato nel Mediterraneo.

--Ha collaborato Ceyda Caglayan da Istanbul

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