UniCredit, impasse su scelta Ceo penalizza titolo su minimi da luglio 2012

lunedì 6 giugno 2016 18:14
 

MILANO, 6 giugno (Reuters) - UniCredit apre la settimana borsistica con un minimo da luglio 2012 mentre si registra tra i principali soci una sostanziale impasse per la scelta del nuovo Ceo in vista dell'avvicedamento concordato con Federico Ghizzoni.

Se fino a qualche giorno fa il Cda del 9 giugno sembrava, pur tra qualche cautela, la data giusta per arrivare a una scelta condivisa, oggi appare quasi scontato che i tempi saranno più lunghi e diverse fonti vicine alla vicenda parlano di situazione di sostanziale stallo.

"Stiamo comunque parlando di una scelta delicata, quindi è giusto che ci voglia il tempo necessario", suggerisce una fonte. Tuttavia altre fonti sottolineano il rischio che una dilatazione eccessiva dei tempi possa portare a ulteriori movimenti al ribasso del titolo che oggi ha segnato il minimo da fine luglio 2012 a 2,51 (per poi chiudere a 2,586 euro in calo dell'1,90%) e ha un bilancio negativo di quasi il 50% da inizio 2016 (contro il -39,5% dei bancari italiani).

L'ultimo passo formale in ordine di tempo è avvenuto la scorsa settimana con l'indicazione di Egon Zehnder come headhunter per la messa a punto di una rosa di candidati. Rosa che rischia di perdere subito alcuni petali, già da tempo sovraesposti, in caso di lungaggini eccessive, osserva una fonte.

La possibile sostituzione di Ghizzoni è presente, infatti, in modo costante sulle pagine della cronaca finanziaria da inizio 2016 ma soltanto il 24 maggio il banchiere e il Cda hanno raggiunto un accordo sulla necessità di un avvicendamento facendo partire l'iter per la sua successione.

E se anche Egon Zehnder ha già iniziato il suo lavoro, sicuramente non ha ancora interpellato tutti i nomi al momento chiamati in causa per il ruolo di Ceo della banca, secondo una delle fonti.

Più fonti hanno citato ripetutamente diversi nominativi candidati alla sua successione: da Marco Morelli, capo di BofA-Merrill in Italia, ad Alberto Nagel, Ceo di Mediobanca o a Jean-Pierre Mustier, ex capo dell'investment banking di Unicredit, fino ai banchieri di Ubs Sergio Ermotti (l'unico che ha ufficialmente dichiarato di essere contento dov'è ora) e Andrea Orcel.

Le stesse fonti riferiscono da tempo di "veti incrociati" sui diversi nomi, ma l'unica dichiarazione ufficiale a proposito è stata di Francesco Gaetano Caltagirone, socio con circa 1%, secondo cui "serve un banchiere retail".

La mappa frastagliata dell'azionariato della banca non aiuta di certo: il fondo degli Emirati Aabar è il primo azionista con il 5%, seguito da BlackRock poco sotto il 5% e a ruota da Fondazione Cariverona con il 3%, Central Bank of Libya con il 2,92% e Fondazione Crt con il 2,52%.   Continua...