Gazprom corteggia Sud Europa per escludere Ucraina,riemerge Itgi con Edison

lunedì 7 marzo 2016 12:07
 

di Oleg Vukmanovic e Stephen Jewkes

MILANO, 7 marzo (Reuters) - Gazprom conta sui legami di lunga data con l'Italia, legati alle fornitire di gas, per riavvivare il piano di bypassare l'Ucraina per il trasito della materia prima verso l'Europa.

Se poi questa tattica funzionerà è tutto da valutare.

Dopo avere cercato senza successo di passare attraverso Bulgaria e Turchia con i gasdotti per raggiungere l'Europa, il colosso dell'energia russo è a corto di opzioni per assicurarsi punti di ingresso strategici verso il Sud Europa, e con poche chance di successo di tagliare i ponti con l'Ucraina nel corso di questo decennio, secondo quanto riferiscono fonti industriali e governative.

E tuttavia, la scorsa settimana, i russi hanno annunciato un nuovo progetto con Edison e la greca Depa per fornire il gas attraverso un gasdotto che colleghi il Mar Nero alla Grecia e all'Italia, e segnatamente in Puglia, da dove poi potrebbe proseguire verso il resto dell'Europa. Si tratta del cosiddetto progetto Itgi-Poseidon, in fase di stallo da alcuni anni, pensato nel 2013 come via alternativa al gas russo, puntando su quello proveniente dall'Asia centrale. L'infrastruttura aveva anche l'avallo della Ue.

Poi è arrivato il progetto della rivale Tap che prevede di portare il primo gas in Europa dal 2020, sempre in Puglia, proveniente dall'Azerbajan, e non la Russia, quindi realizzando la diversificazione delle fonti di energia. L'infrastruttura ha appena ottenuto il via libera dalla Ue e l'inizio della costruzione è previsto per metà anno.

"La mia reazione immediata, guardando anche alle difficoltà politiche del progetto Itgi-Poseidon, è che difficilmente può andare avanti al momento", dice Emily Stromquist, analista di Eurosia Group. Il gasdotto dovrebbe poi passare dalla Turchia e in questa fase i rapporti fra i due Paesi non sono propri idilliaci, fa notare una fonte vicina al consorzio Tap.

Due fonti del governo italiano hanno tagliato corto su questo progetto, sottolineando che Roma non è stata consultata prima dell'annuncio. "Il governo era furioso con le società per il modo in cui è stata trattata la vicenda, perché sembrava emergere che il governo italiano fosse dietro a questo piano", sottolinea una delle fonti.

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