Assicurazioni, preoccupa ipotesi limite a titoli Stato- Cimbri

giovedì 3 marzo 2016 12:30
 

ROMA, 3 marzo (Reuters) - L'ipotesi che si introduca per le assicurazioni in Europa un limite all'investimento in titoli di Stato di un certo Paese è preoccupante perché rischia di impoverire la domanda di titoli pubblici italiani con conseguenze sul costo del debito pubblico.

Lo ha detto Carlo Cimbri, AD di UnipolSai intervenendo alla Conferenza Ivass 2016.

"Quando sento parlare di limiti agli investimenti in titoli di Stato di un paese mi preoccupo. Qui non è in gioco la stabilità del settore assicurativo ma il peso dei singoli Stati nella struttura dell'Europa", ha detto Cimbri.

L'ipotesi di cui si discute è quella che venga introdotta una ponderazione per l'investimento in titoli di Stato che perderebbero la caratteristica di essere asset risk free, con limitazioni e assorbimento di capitale per le compagnie che li hanno in portafoglio.

Le nuove regole di vigilanza Solvency II in vigore da quest'anno, "spingono verso l'investimento in titoli di Stato, ma se poi ci sono differenze, allora questo significa spostare masse di denaro, di investimenti, da un paese all'altro", ha spiegato Cimbri.

La conseguenza è che i paesi come l'Italia "avrebbero un impoverimento della domanda di titoli di Stato con conseguenze sul debito. Questo deve essere chiaro a chi ha responsabilità di governo", ha detto il manager.

Inoltre l'assenza di titoli di Stato europei costringerebbe le compagnie italiane a ricomporre il portafoglio con titoli sovrani di altri paesi europei.

"Senza eurobond dovrei investire in titoli olandesi o lussemburghesi, non penso che sia una cosa razionale dal punto di vista dell'interesse del Paese", ha detto Cimbri

(Stefano Bernabei)

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