Lgh, no di Rovato a incassare meno da offerta A2A per debito Aem Cremona - sindaco

mercoledì 2 marzo 2016 13:23
 

di Giancarlo Navach

MILANO, 2 marzo (Reuters) - Il sindaco di Rovato, Tiziano Belotti, non ci sta all'ipotesi che i comuni azionisti indiretti di Linea Group holding incassino meno rispetto a quanto previsto dall'offerta vincolante di A2A per rilevare il 51% della holding pari a 125,5 milioni a causa del debito di Aem Cremona che va ritrutturato. Se questa fosse la nuova proposta, non ci sono spazi perché sia approvata.

In un colloquio con Reuters il sindaco del comune bresciano, espressione della maggioranza dei consiglieri che fanno capo a Lega e centrodestra in Cogeme - l'utility che detiene il 31% di Lgh - dice che "Rovato non ha alcuna intenzione di incassare meno rispetto a quanto previsto. I debiti di Aem Cremona, intorno ai 30 milioni nei confronti di Lgh, li pagherà qualcun altro non certo noi".

Belotti sottolinea che "nella proposta vincolante di A2A che è stata sottoposta a tutti i sindaci i dati sul debito di Aem Cremona, così come lo spegnimento anticipato del termovalorizzatore di Cremona che ha un costo, nessuno li ha mai visti, anche se tutti erano consapevoli della presenza di questo debito".

Per questi motivi il sindaco leghista ritiene che "se la proposta sarà cambiata, alla luce di questi nuovi elementi, non c'è alcuna possibilità che possa essere sottoscritta da noi e se il Cda di Cogeme lo farà se ne assumerà le responsabilità".

Lo scorso 12 gennaio i soci di Lgh (Cogeme di Rovato, Asm di Pavia, Astem di Lodi, Scs-Scrp di Crema e Aem di Cremona) hanno accettato l'offerta vincolante presentata a novembre da A2A. Prima di arrivare a questo annuncio si era partiti a giugno 2015 con la sottoscrizione di una lettera d'intenti. A questa lettera è seguita per mesi una fitta negoziazione con vari rinvii, fino all'ultimo di lunedì scorso che estende la sottoscrizione del contratto per l'acquisizionne del 51% di Lgh al prossimo 4 marzo.

I patti parasociali di Linea Group prevedono una maggioranza qualificata del 70% per approvare operazioni straordinarie, pertanto un eventuale no del Cda di Cogeme potrebbe avere contraccolpi sulla finalizzazione dell'operazione.

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