UniCredit, istanza ad Antitrust per revoca misure fusione Capitalia

lunedì 29 febbraio 2016 19:54
 

MILANO, 29 febbraio (Reuters) - UniCredit ha presentato istanza all'Antitrust per chiedere la revoca di alcune misure disposte in relazione alla fusione con Capitalia nel 2007 con riferimento, tra le altre cose, al divieto di detenere azioni Generali finché è azionista di Mediobanca e di partecipare a patti parasociali che abbiano per oggetto le azioni della compagnia triestina.

L'istanza si fonda su diversi elementi e ha l'obiettivo di rimuovere dei paletti, ormai ritenuti anacronistici, che impattano anche sull'operatività ordinaria della banca.

UniCredit cita l'evoluzione del contesto normativo in materia di pagamenti e l'introduzione del divieto di interlocking, che impedisce di detenere cariche incrociate in imprese concorrenti che operano nel credito, nell'assicurazione o nel mercato finanziario, si legge nel bollettino Antitrust.

Inoltre si fa riferimento ai cambiamenti intervenuti nelle relazioni tra UniCredit e Mediobanca con la riduzione della presenza di rappresentanti diretti di UniCredit nel board di Piazzetta Cuccia e negli ulteriori legami anche con riferimento a Generali che caratterizzavano il contesto competitivo oggetto di valutazione, oltre all'evoluzione dei mercati assicurativi e degli altri mercati interessati dalle misure oggetto dell'istanza di revoca.

In ottemperanza alle misure imposte dall'Antitrust per autorizzare la fusione con Capitalia, UniCredit ha ceduto nel 2010 il 2,8% di Generali a 18 euro per azione. Inoltre è stata più che dimezzata la quota che i due istituti protagonisti della fusione detenevano in Mediobanca portandola all'attuale 8,6%.

Le altre condizioni imposte dall'Antitrust riguardavano la cessione di un pacchetto di quasi 150-200 sportelli, l'eliminazione delle commissioni bancomat in 4.000 comuni in cui non è presente e all'estero e limitazioni per i consiglieri che avessero un ruolo nella governance di Mediobanca o Generali.

L'istanza è stata presentata il 12 gennaio e l'Antitrust ha deliberato di avviare un procedimento per valutare se la revoca o la riforma delle misure sia giustificata. Il procedimento si concluderà entro il 31 luglio.

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