PUNTO 1-Intesa Sanpaolo, ok soci quasi unanime a governance monistica

venerdì 26 febbraio 2016 15:32
 

(Riscrive aggiungendo dettagli e contesto)

TORINO, 26 febbraio (Reuters) - L'assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha approvato, quasi all'unanimità, il nuovo statuto che introduce il sistema di governance monistico di stampo anglosassone che chiude il sipario su nove anni di duale adottato con la fusione tra Banca Intesa e Sanpaolo Imi.

La delibera è passata con voti a favore da parte del 98,95% del capitale presente. Lo 0,75% ha votato contro, lo 0,28% si è astenuto. Il 98,33% degli istituzionali presenti in assemblea, oltre il 60% del capitale presente, ha votato a favore del nuovo sistema di governance.

Con la nomina del nuovo Cda il prossimo 27 aprile Giovanni Bazoli, oggi presidente del consiglio di sorveglianza, lascia ogni incarico operativo e assumerà per i prossimi tre anni la carica di presidente emerito.

Un cambiamento di ruolo storico quello del banchiere, 83 anni lo scorso dicembre, che ha guidato la banca in tutte le fasi importanti della sua storia, dalla creazione del Nuovo Banco Ambrosiano, nato dalle ceneri del Banco Ambrosiano, fino alle fusioni prima con Comit poi con Sanpaolo Imi che hanno portato all'attuale configurazione di Intesa Sanpaolo.

"Posso dire a testa alta che una delle ragioni che mi aveva convinto ad accettare questo compito tanti anni fa era l'intento di agire ad alto livello nella finanza, mostrando correttezza per contribuire a un recupero di fiducia sotto questo aspetto del Paese e ritengo di averlo fatto", ha dichiarato Bazoli nel corso dell'assemblea rispondendo alle domande dei soci.

Il nuovo sistema monistico prevede l'istituzione di un unico consiglio di amministrazione, con un numero di componenti tra 15 e 19, al posto degli attuali consigli di gestione e sorveglianza, e del comitato per il controllo sulla gestione, formato da cinque consiglieri, nominato direttamente dall'assemblea degli azionisti.

Il nuovo sistema "applicato in gran parte delle banche del mondo anglosassone" facilita la presenza dei fondi esteri, oggi al 65% del capitale di Intesa Sanpaolo, nel board, ha dichiarato Bazoli.

"E' un passaggio se non storico comunque importante. E' un passaggio netto di differenziazione rispetto al duale ma ha anche molti aspetti di continuità", ha spiegato.   Continua...