BREAKINGVIEWS - Tim Brasil-Oi ancora possibile, nel lungo periodo

venerdì 26 febbraio 2016 14:17
 

(L'autore è un editorialista di Breakingviews. Le opinioni qui espresse sono le sue)

di Neil Unmack

LONDRA, 26 febbraio (Reuters) - Cosa ottieni se metti insieme un miliardario russo, un finanziere francese, due gruppi indebitati del settore telecomunicazioni e un'economia in difficoltà? Non molto.

Il piano messo insieme dal braccio finanziario di Mikhail Fridman per favorire una fusione tra Oi e la controllata brasiliana di Telecom Italia, Tim Participacoes (Tim Brasil), ha portato a un nulla di fatto, ma un accordo potrebbe funzionare, nel lungo periodo, anche se potrebbe essere troppo tardi per soci e creditori.

Quello di Fridman, con la sua LetterOne, è stato un tentativo difficile fin dall'inizio. Ma i tempi erano giusti.

A ottobre ha proposto di ricapitalizzare Oi, a condizione che la società facesse una fusione con TIM Brasil.

Il blocco sembra essere arrivato dagli italiani. La posizione di Vivendi non è chiara. Un possibile accordo con i russi sarebbe stato probabilmente un po' troppo confuso, anche se le parti avessero avuto una partecipazione paritetica nella società che sarebbe nata dalla fusione.

Probabilmente ha senso aspettare. Se Oi ristruttura il suo debito, i russi non saranno necessari. I bond di Oi al 2022 trattano a circa il 30% e il debito della società dovrebbe essere pari a cinque volte l'Ebitda quest'anno. Anche il fronte regolatorio potrebbe ridurre gli obblighi e quindi i costi di Oi di fornire servizi di telefonia fissa.

Nel lungo periodo l'opzione Tim/Oi dovrebbe funzionare: ridurrebbe la necessità di Telecom Italia di investire nella rete fissa per obblighi regolatori e le sinergie dell'operazione, secondo Bank of America Merrill Lynch, potrebbero arrivare a 11-14 miliardi di reais.   Continua...