PUNTO 1-Intesa, fondi esteri al 65%, monistico aiuta loro presenza Cda-Bazoli

venerdì 26 febbraio 2016 13:38
 

(Aggiunge dettaglio su presenze in assemblea)

TORINO, 26 febbraio (Reuters) - I fondi esteri rappresentano il 65% del capitale di Intesa Sanpaolo e grazie all'adozione del sistema di governance monistico, oggi al vaglio dell'assemblea straordinaria, potranno più facilmente avere posti nel Cda.

Lo ha detto il presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli nel corso dei lavori assembleari.

Dalle risultanze emerse in assemblea, partecipano fondi per il 39,1% del capitale, mentre il 23,6% è rappresentato dalle fondazioni. Sul capitale presente in assemblea, che nel corso della giornata è salito al 62,76% del totale dal 58,78% iniziale, la quota dei fondi è oltre il 60%.

"Il sistema monistico ha il pregio di essere in linea con le migliori pratiche internazionali e può favorire la presenza di azionisti esteri nel board in una banca come la nostra in cui oggi il 65% del capitale è in mano ai fondi esteri", ha spiegato Bazoli.

Con il passaggio dall'attuale sistema di governance duale al monistico di stampo anglosassone, Intesa Sanpaolo avrà un unico Cda con un minimo di 15 e un massimo di 19 componenti che sarà nominato con l'assemblea ordinaria annuale del prossimo 27 aprile.

Dall'elenco degli azionisti con quote superiori al 2% emergono alcune lievi variazioni. Hanno ritoccato leggermente al rialzo le rispettive quote Ente Carifirenze al 2,64% (dal 2,61%) e Norges Bank al 2,52% dal 2,09%. Lieve limatura per Fondazione Cariparo al 3,30% dal 3,35%. Compagnia di San Paolo è rimasta sostanzialmente stabile al 9,34%, così come BlackRock al 4,89% e Fondazione Cariplo al 4,83%.

(Gianluca Semeraro)

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