BORSE ASIA-PACIFICO in calo, pesa ancora dopo annuncio saudita su petrolio

mercoledì 24 febbraio 2016 08:34
 

INDICE                        ORE  8,20    VAR %    CHIUS. 2015
 ASIA-PAC.                     375,40       -1,25    411,31
 TOKYO                         15.915,79    -0,85    19.033,71
 HONG KONG                     19.161,75    -1,30    21.914,40
 SINGAPORE                     2.625,60     -1,74    2.882,73
 TAIWAN                        8.282,86     -0,62    8.114,26
 SEUL                          1.912,53     -0,09    1.800,75
 SHANGHAI COMP                 2.929,57     0,90     2.850,71
 SYDNEY                        4.875,02     -2,10    5.295,86
 MUMBAI                        23.236,00    -0,74    26.117,54
    
   24 febbraio (Reuters) - Mercati azionari dell'area Asia-Pacifico in deciso
ribasso dopo che l'Arabia Saudita ha escluso tagli a breve termine della
produzione su greggio, incoraggiando gli investitori a cercare alternative più
sicure come lo yen e l'oro.
    Ieri, il ministro saudita del Petrolio Ali Al-Naimi ha detto ad alcuni
executive del settore che l'accordo tra i quattro maggiori produttori mondiali
di greggio per congelare la produzione ai livelli di gennaio non è preludio a
una riduzione dell'offerta. Se Naimi si dice fiducioso che altri Paesi
produttori si uniranno al patto, resta assai improbabile che l'Iran voglia
tagliare la produzione per non perdere l'opportunità di riguadagnare fette di
mercato perse durante il periodo delle sanzioni.
    "Sospetto che in pochi si aspettassero un accordo per tagliare la
produzione, dunque i commenti (di Naimi) non sono esattamente una sorpresa.
Tuttavia, gli ultimi sviluppi sembrano indicare i produttori faticheranno a
essere più uniti" osserva Ayako Sera, economista di mercato senior di Sumitomo
Mitsui Trust Bank.
    Sull'onda dei prezzi petroliferi in calo, ieri Wall Street ha chiuso in
negativo e le borse europee sono calate dell'1,3%. Le previsioni in Europa sono
per un'apertura nuovamente in ribasso oggi sulle piazze europee.
    I prezzi del petrolio sono arrivati a scendere anche del 5% in nottata. Il
futures sul greggio Usa è a 31,18 dollari al barile, mentre il future
Brent è a 32,82 dollari.
    L'andamento negativo non tocca solo le azioni delle aziende dell'energia, ma
anche le banche, per la loro esposizione verso il comparto. E secondo uno studio
di Deloitte, circa un terzo dei produttori Usa di shale oil sono a rischio di
bancarotta quest'anno.
    L'indice MSCI, che non comprende Tokyo (in calo dello 0,9%
alla chiusura odierna), alle 8,20 circa perde l'1,25%. 
    I mercati cinesi comunque hanno invertito il trend con l'indice delle
principali aziende di Shenzhen e Shangai, il CSI 300 che guadagna
oltre lo 0,5%, mentre SHANGHAI sale dello 0,9%.
    HONG KONG invece perde l'1,33%, trascinata al ribasso dai titoli
energetici: l'iindce di settore HSCI perde il 2,4%. Prada cede oltre
l'1,9%.
    SINGAPORE è la piazza peggiore della regione, e chiude in calo del
oltre il 2%, massima flessione giornaliera da due settimane.
    TAIWAN perde lo 0,6%, anche in attesa dei dati sugli ordinativi che
potrebbero confermare la protratta debolezza dell'economia dell'isola,
tradizionalmente orientata all'export.
    SEUL limita le perdite grazie al calo del cambio, mentre MUMBAI
 cala dello 0,7% circa.
    
 
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