22 febbraio 2016 / 18:38 / tra 2 anni

SINTESI-Renzi compie due anni di governo e chiede nuove regole Ue

* Renzi rivede al ribasso stima crescita 2016 a 1,4%

* Con Pil 2016 a 1,4% debito/Pil si riduce

* Ritmo riduzione debito inferiore a regole Ue

* Documento governo giudica obsolete regole fiscali Ue

di Giselda Vagnoni e Giuseppe Fonte

ROMA, 22 febbraio (Reuters) - Matteo Renzi celebra oggi i due anni di governo con una formale richiesta ai partner europei di rivedere regole sui bilanci obsolete, in un contesto di bassa inflazione e crescita modesta in cui anche le misure espansive adottate da Mario Draghi sono insufficienti.

“Una cornice progettata avendo a mente condizioni normali di crescita e inflazione si è dimostrata incapace di affrontare con efficacia l‘impatto di una crescita nominale molto bassa” e le conseguenze sul debito, si legge in un documento pubblicato dalla presidenza del Consiglio nel pomeriggio, che propone tra l‘altro l‘emissione di “obbligazioni comuni” per finanziare le spese legate all‘immigrazione.

“In presenza di una protratta crescita modesta e inflazione eccezionalmente bassa, anche le misure straordinarie messe in campo dalla Bce si stanno mostrando insufficienti. Lo spazio di bilancio dovrebbe essere pienamente utilizzato per sostenere la crescita”, sostiene il governo italiano.

Incontrando la stampa estera, Renzi oggi ha per la prima volta tagliato la stima di crescita del Pil italiano nel 2016 all‘1,4% dall‘1,6% e avvertito che il ritmo di riduzione del debito risulterà inferiore a quanto previsto dall‘accordo europeo sul Fiscal Compact.

“Se la crescita è all‘1,4% e il deficit/Pil al 2,4%, noi per la prima volta abbassiamo il debito/Pil”, dopo otto anni, ha detto il leader del Pd in un‘ora e mezza di conferenza stampa.

“Il Fiscal Compact vorrebbe che la riduzione fosse molto più immediata, ma la riduzione comporta il taglio della spesa pubblica” che impatta a sua volta negativamente sul Pil.

Per l‘Italia è ora di rompere questo circolo vizioso. Il tasso di inflazione deve entrare nel radar della Commissione Ue quando valuta l‘accortezza delle politiche economiche nazionali e Bruxelles deve anche concedere tutta la flessibilità possibile a sostegno della crescita.

SE EUROPA PERDE SPINTA IDEALE È FINITA

Renzi ha ingaggiato con Bruxelles un duro confronto per alzare il deficit del 2016 fino al 2,4% del Pil, quasi 18 miliardi in più rispetto all‘1,4% tendenziale, rivendicando lo sforzo compiuto sul fronte delle riforme e la necessità di non indebolire un‘economia appena uscita dalla recessione.

“Chi dice che lo faccio per guadagnare consenso è fuori dalla realtà. Io sono un genuino idealista, europeista”, ha detto il premier ribadendo che si voterà nel 2018.

“L‘Europa non è stata fatta solo per tenere insieme il parametro di Maastricht... se noi perdiamo l‘ideale della costruzione europea siamo finiti”.

Renzi dice di volere un‘Europa in cui la solidarietà tra gli Stati membri non sia “a senso unico” e in cui i processi di aggiustamento macroeconomico siano simmetrici.

Da una parte propone quindi di ridurre i fondi europei a disposizione dei Paesi dell‘Europa dell‘Est che si rifiutano di accogliere la loro parte di rifugiati.

Dall‘altra cita il forte avanzo commerciale della Germania, alimentato dagli altri Stati membri a costo della loro stessa crescita, come paradosso macroeconomico dell‘attuale economia europea.

”Un approccio più cooperativo a sostegno della domanda sarebbe un utile complemento alle politiche di riforme strutturali. L‘Italia invita pertanto l‘Europa ad utilizzare più efficacemente a questo fine la procedura di infrazione per squilibri macroeconomici“, si legge nel documento intitolato ”La “proposta strategica dell‘Italia per il futuro dell‘Unione Europea”.

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