PUNTO 1-Banco Popolare-Bpm vicini a chiusura, sindacato chiede garanzie

venerdì 12 febbraio 2016 19:24
 

(aggiunge altre dichiarazioni, posizione sindacato,)

MILANO, 12 febbraio (Reuters) - L'operazione di fusione fra Banco Popolare e Bpm è ormai vicina ma per gli ultimi punti da perfezionare serve ancora tempo, con l'auspicio di chiudere l'accordo nel weekend del 20-21 febbraio.

Nell'ambito di un convegno organizzato dalla Fabi, gli AD dei due istituti non rivelano i nodi ancora da sciogliere e sul recente incontro in Bce si limitano a dire che si è trattato di una informativa sul progetto senza che la Vigilanza abbia posto al momento condizioni vincolanti.

Sulla strada della fusione non c'è solo Francoforte ma sul fronte interno Bpm deve fare i conti con gli equilibri storicamente delicati con i sindacati, che rappresentano in un contesto di voto capitario il nocciolo duro dell'azionariato della banca.

"Stiamo lavorando per chiudere, ci vuole ancora un po' di tempo, ma sono fiducioso", ha detto l'AD del Banco Popolare Pier Francesco Saviotti che sui tempi ha escluso che si possa sigillare un accordo questo weekend, auspicando il successivo.

Saviotti ha ricordato che per un matrimonio "dobbiamo avere l'autorizzazione della Bce" e che a Francoforte "ritorneremo quando (con Bpm) ci saremo stretti la mano e saremo diventati un'unica banca. A quel punto faremo discorsi più approfonditi su governance e piano".

L'ipotesi di fusione tra Banco Popolare e Bpm esisteva già prima del decreto del governo Renzi che obbliga le grandi banche popolari a trasformarsi in Spa, ha quindi rivelato lo stesso Saviotti.

Più cauto, come già dimostrato più volte, il numero uno di Bpm Giuseppe Castagna secondo cui "è inutile mettere fretta", dal momento che ci sono diversi "interessi coinvolti" e c'è una "sensibilità forte" sul tema M&A, oltre tener conto dei tempi necessari ai regolatori per esaminare a fondo il progetto prima di dare il via libera.

Castagna ha respinto l'idea che la Bce abbia messo dei paletti all'operazione e ha precisato che sulla governance non è arrivata "nessuna indicazione precisa". Quanto poi ad eventuali impatti derivanti dall'attuale turbolenta fase di mercato ha detto: "Avremmo preferito mercati più tranquilli, ma stiamo andando avanti".   Continua...